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Cosa sono le soluzioni conformi e le soluzioni alternative individuate nel Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015)? Cosa cambia nelle procedure di prevenzione incendi e nel progetto antincendio con la loro introduzione?

Di seguito le definizioni antincendio delle soluzioni conformi, delle soluzioni alternative e delle soluzioni in deroga previste dal Codice di Prevenzione Incendi.

Definizioni antincendio: soluzioni conformi e soluzioni alternative

Come anticipato in premessa il Codice di Prevenzione Incendi ha introdotto un sostanzioso insieme di nuove definizioni antincendio. In particolare, alcune tra le più significative sono legate alla impostazione di base del Codice stesso ovvero la possibilità da parte del professionista antincendio (all’atto della redazione del progetto antincendio) di scegliere se adottare le soluzioni conformi o le soluzioni alternative.

Il codice di prevenzione incendi infatti si configura sostanzialmente con un approccio semi-prescrittivo. In questo modo il professionista antincendio è meno vincolato ad imposizioni prescrittive (come da vecchie regole tecniche verticali) e a seconda della singola fattispecie di analisi, può calibrare al meglio il progetto antincendio o sulla base dei “suggerimenti” (soluzioni conformi) del codice o sulla base delle proprie conoscenze tecniche (soluzioni alternative).

Tale apertura ha inoltre l’obiettivo di ridurre le istanze di deroga in quanto con le soluzioni alternative è stato introdotto uno step preliminare alla istanza di deroga, ricorrendo a quest’ultima solo in estrema ratio.

Codice di prevenzione incendi-DM 3 agosto 2015

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Soluzioni conformi:

L’adozione di tali soluzioni svincola il professionista antincendio da una valutazione individuale che porterebbe quindi ad una scelta progettuale diversa che andrebbe opportunamente dimostrata (soluzioni alternative).

Il progettista che fa ricorso alle soluzioni conformi non è pertanto obbligato a fornire ulteriori valutazioni tecniche per dimostrare il raggiungimento del collegato livello di prestazione.
Le soluzioni conformi sono solo quelle proposte nei pertinenti paragrafi della sezione Strategia antincendio.

Ad esempio, si consideri la sezione S.8 controllo dei fumi e del calore del codice di prevenzione incendi per la progettazione di autorimessa così classificata:

  • SA: Autorimessa privata;
  • AB: sup= 3.500 mq < 5.000 mq;
  • HC: h= -7,00 m < -6,00 m;
  • TA: aree dedicate a ricovero automezzi.

Per tale classificazione, dovrebbe essere rispettato il livello III di prestazione per la sezione S.8, ovvero l’autorimessa dovrebbe essere dotata di un sistema di estrazione forzata/naturale dei fumi e del calore progettato e realizzato in conformità alla norma UNI 9494.

Soluzioni alternative:

Le soluzioni alternative (alternative solution) laddove presenti nelle varie sezioni del codice, sono soluzioni progettuali alternative alle soluzioni conformi di cui sopra. L’adozione di tali soluzioni impone al professionista antincendio di dimostrare la validità di tali scelte alternative identificando il raggiungimento del collegato livello di prestazione tramite uno dei seguenti metodi di progettazione:

  • Applicazione di norme o documenti tecnici: Il progettista applica norme o documenti tecnici adottati da organismi europei o internazionali, riconosciuti nel settore della sicurezza antincendio. Si potrebbe fare ad esempio ricorso alle normative americane (le note NFPA) o alle British Standard (BS) o all’ International Building Code (IBC)…
  • Applicazione di prodotti o tecnologie di tipo innovativo: L’impiego di prodotti o tecnologie di tipo innovativo, frutto della evoluzione tecnologica ma sprovvisti di apposita specifica tecnica, è consentito in tutti i casi in cui l’idoneità all’impiego possa essere attestata dal progettista, in sede di verifica ed analisi sulla base di una valutazione del rischio connessa all’impiego dei medesimi prodotti o tecnologie, supportata da pertinenti certificazioni di prova riferite a:

– norme o specifiche di prova nazionali;
– norme o specifiche di prova internazionali;
– specifiche di prova adottate da laboratori a tale fine autorizzati.

  • Ingegneria della sicurezza antincendio: Il progettista applica i metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio, secondo procedure, ipotesi e limiti indicati nel codice di prevenzione incendi. Tale sezione individua sostanzialmente l’adozione dell’approccio ingegneristico e della simulazione di scenari di incendio naturale tramite software agli elementi finiti.

I 3 differenti metodi sono ormai ampiamente di uso comune in caso di progettazione antincendio con il codice di prevenzione incendi.

Tornando all’esempio di cui alle soluzioni conformi, ad esempio è possibile evitare di realizzare il sistema SEFFC/SEFNC adottando le seguenti soluzioni:

  • impiego di IBC o norme alternative alla UNI 9494 i cui requisiti siano tali da garantire una estrazione dei fumi in quantità tali da garantire le stesse condizioni di sicurezza della UNI 9494;
  • simulazione FSE tale da dimostrare che i quantitativi di fumo estratto in accordo a standard internazionali sia almeno pari a:

– altezza minima di 2 m dello strato libero dai fumi per gli occupanti;

– altezza minima di 1,5 m dai fumi per i soccorritori;

– temperatura media massima in ambiente di 200°C per gli occupanti e 250°C per i soccorritori.

E’ fondamentale avere sempre bene in mente quale è l’obiettivo finale prefissato dal progetto antincendio: è più importante l’aspetto architettonico o l’aspetto prettamente ingegneristico? Quali sono i costi e le tempistiche? Come è la geometria dell’attività? Queste ed altre domande fanno variare di molto la scelta di una soluzione alternativa rispetto ad un’altra.

Infine è bene ricordare sempre che tutte le valutazioni tecniche ipotizzate dal professionista antincendio devono essere approvate da parte dei funzionari dei VVF.

Soluzioni in deroga:

Se non possono essere efficacemente applicate né le soluzioni conformi, né le soluzioni alternative, il progettista può ricorrere al procedimento di deroga dimostrando il raggiungimento dei pertinenti obiettivi di prevenzione incendi, secondo una delle seguenti:

  • Ingegneria della sicurezza antincendio: come sopra.
  • Prove sperimentali: Il progettista esegue prove sperimentali in scala reale o in scala adeguatamente rappresentativa, finalizzata a riprodurre ed analizzare dal vero i fenomeni chimico-fisici e termodinamici che caratterizzano la problematica oggetto di studio o valutazione avente influenza sugli obiettivi di prevenzione incendi.
    Le prove sperimentali sono condotte secondo protocolli condivisi con la Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
    Le prove sono svolte alla presenza di rappresentanza qualificata del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, su richiesta del responsabile dell’attività.
    Le prove devono essere opportunamente documentate. In particolare i rapporti di prova dovranno definire in modo dettagliato le ipotesi di prova ed i limiti di utilizzo dei risultati. Tali rapporti di prova, ivi compresi filmati o altri dati monitorati durante la prova, sono messi a disposizione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
  • Analisi e progettazione secondo giudizio esperto: L’analisi secondo giudizio esperto è fondata sui principi generali di prevenzione incendi e sul bagaglio di conoscenze del progettista esperto del settore della sicurezza antincendio.
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