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 Gli edifici ad uso uffici con 500 persone, sono classificati tra le 80 attività antincendio soggette ai controlli VVF elencate nell’Allegato I del DPR 151/2011. Per questa tipologia di attività (classificata al punto 71 del DPR 151/2011) è pertanto obbligatoria la presentazione della SCIA VVF (ex Certificato di Prevenzione Incendi) quale titolo autorizzativo all’esercizio dell’attività. Quali sono le indicazioni base per il progetto antincendio di uffici con 500 persone? Il riferimento da norma antincendio per uffici è il DM 22 febbraio 2006 nel quale gli uffici sono suddivisi per tipologie, in relazione al numero di presenze.

Progetto antincendio uffici con 500 persone

Si rimanda alla singola fattispecie di ogni edificio, l’analisi più approfondita e la progettazione antincendio vera e propria.

Regola tecnica uffici e classificazione al dpr 151 del 2011

Come anticipato, gli edifici destinati ad uso uffici sono classificabili al punto 71 dell’Allegato I del DPR 151/2011 in quanto “Aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti“.

La regola tecnica antincendio di riferimento per la progettazione degli uffici > 25 persone è il DM 22 febbraio 2006 che classifica gli edifici ad uso uffici a seconda del numero di persone massime contemporaneamente presenti:

– tipo 1: da 26 fino a 100 presenze;
– tipo 2: da 101 fino a 300 presenze;
– tipo 3: da 301 fino a 500 presenze;
– tipo 4: da 501 fino a 1000 presenze;
– tipo 5: con oltre 1000 presenze.

DM 22 febbraio 2006

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Progetto antincendio uffici con 500 persone –  Nuova costruzione

Gli uffici di nuova costruzione fino a 500 presenze rientrano nel Titolo III del DM 22 febbraio 2006.

Diversamente dagli uffici di tipo 1 (uffici con 100 persone) o dagli uffici di tipo 2 (uffici con 300 persone) sono richieste indicazioni progettuali molto maggiori.

Oltre il Titolo III, devono essere rispettati i seguenti punti del Titolo II (Uffici di nuova costruzione con oltre 500 presenze) del DM 22 febbraio 2006:

Devono essere rispettati i seguenti punti del Titolo II della presente regola tecnica:

3. Ubicazione

3.1. Generalità

Gli uffici possono essere ubicati:
a) in edifici isolati;
b) in edifici a destinazione mista, purché sia fatta salva l’osservanza di quanto disposto nelle specifiche normative. Ovvero, all’interno della stessa volumetria possono essere ubicate diverse attività solo se ammesso dalle rispettive normative.

I locali possono essere ubicati a qualsiasi quota al di sopra del piano di riferimento e non oltre il secondo piano interrato fino alla quota di -10,0 m rispetto al piano di riferimento. I locali ubicati a quote comprese tra -7,5 m e -10,0 m devono essere protetti mediante impianto di spegnimento automatico e devono disporre di uscite ubicate lungo il perimetro che immettano in luoghi sicuri dinamici.

3.2. Accesso all’area

Per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso dei VVF, gli accessi alle aree ad uso uffici devono avere i seguenti requisiti minimi:
– larghezza: 3,50 m;
– altezza libera: 4,00 m;
– raggio di volta: 13,00 m;
– pendenza: non superiore al 10%;
– resistenza al carico: almeno 20 tonnellate (8 sull’asse anteriore, 12 sull’asse posteriore, passo 4,00 m).

Per gli uffici ubicati in edifici di altezza antincendi superiore a 12 m, deve essere assicurata la possibilità di accostamento all’edificio delle autoscale dei VVF. L’accostamento deve avvenire almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni piano, affinché consenta di raggiungere tutti i locali di piano tramite percorsi interni al piano.

4. Separazioni – Comunicazioni

Gli uffici di tipo 3, possono comunicare direttamente con attività ad essi pertinenti non soggette ai controlli dei VVF.

Possono comunicare tramite filtri a prova di fumo di caratteristiche almeno REI/EI 60 o spazi scoperti con le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ad essi pertinenti.

E’ ammessa la diretta comunicazione con le seguenti attività se ad uso esclusivo degli uffici:
– vani di ascensori e montacarichi di cui al punto 95 del DM 16 febbraio 1982;
– archivi e depositi di cui al punto 43 del DM 16 febbraio 1982.

Non sono ammesse le comunicazioni con altre attività non pertinenti agli uffici, soggette o meno ai controlli di prevenzione incendi. Per queste attività devono essere previste separazioni con elementi costruttivi di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60 o in base alle richieste delle specifiche normative verticali.

5. Caratteristiche costruttive

5.1. Resistenza al fuoco

Le strutture ed i sistemi di compartimentazione devono garantire la seguente resistenza al fuoco R e REI/EI:
– piani interrati: R e REI/EI 90.

Edifici di altezza antincendi:

  • inferiore a 24 m: R e REI/EI 60;
  • compresa tra 24 e 54 m: R e REI/EI 90;
  • oltre 54 m: R e REI/EI 120.

Edifici di tipo isolato fino a tre piani fuori terra, ad esclusione dei piani interrati, possono avere caratteristiche di resistenza al fuoco R e REI/EI 30 qualora compatibili con il carico di incendio.

Per le strutture ed i sistemi di compartimentazione delle aree a rischio specifico (locali tecnici, cabine di trasformazione,…) si applicano le disposizioni di prevenzione incendi all’uopo emanate nonché quanto stabilito dalla presente regola tecnica.

Negli uffici di nuova realizzazione da insediare in edifici esistenti la resistenza al fuoco può essere ridotta di una classe a condizione che sia installato un impianto di spegnimento automatico esteso a tutta l’attività.

5.2. Reazione al fuoco

I prodotti da costruzione installati devono essere conformi a quanto di seguito specificato:
Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, è consentito l’impiego di materiali di classe 1 in ragione del 50 % massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale). Per le restanti parti devono essere impiegati materiali di classe 0 (incombustibili).

Nel caso in cui le vie di esodo orizzontali siano delimitate da pareti interne mobili, è consentito adottare materiali in classe 1 di reazione al fuoco eccedenti il 50 % della superficie totale a condizione che il piano sia protetto da impianto di spegnimento automatico.

In tutti gli altri ambienti, le pavimentazioni, i relativi rivestimenti, e le pareti interne mobili sono consentite in classe 2 e gli altri materiali di rivestimento siano di classe 1, oppure di classe 2, se in presenza di impianti di spegnimento automatico o di sistemi di smaltimento dei fumi asserviti ad impianti di rivelazione degli incendi.

I materiali di rivestimento combustibili, nonché i materiali isolanti in vista, ammessi nelle varie classi di reazione al fuoco, devono essere posti in opera in totale aderenza a strutture incombustibili.

Sono consentiti controsoffitti e pavimenti sopraelevati nonché di materiali di rivestimento e di materiali isolanti in vista posti non in aderenza agli elementi costruttivi, purché abbiano classe di reazione al fuoco non superiore a 1 o 1-1 e siano omologati tenendo conto delle effettive condizioni di impiego anche in relazione alle possibili fonti di innesco.

I tendaggi, drappi, ecc. devono essere di classe 1.

mobili imbottiti (divanetti, sedute con imbottitura,…) devono essere di classe 1IM;

I materiali isolanti in vista, con componente isolante direttamente esposto alle fiamme, devono essere in classe 1.

Nel caso di materiale isolante in vista, con componente isolante non esposto direttamente alle fiamme, sono ammesse le classi di reazione al fuoco 0-1, 1-0, 1-1.

I materiali isolanti installati all’interno di intercapedini devono essere incombustibili.

È consentita l’installazione di materiali isolanti combustibili all’ interno di intercapedini se delimitate da elementi aventi resistenza al fuoco almeno REI/EI 30.

5.3. Compartimentazione

Gli edifici di tipo 2 devono essere suddivisi in compartimenti, anche su più piani, di superfici:

  • sino a 12 m di altezza antincendi, superficie massima 6.000 mq (se isolati) e 4.000 mq (edifici a destinazione mista);
  • tra i 12 m e i 24 m di altezza antincendi, superficie massima 4.000 mq (se isolati) e 3.000 mq (edifici a destinazione mista);
  • tra i 24 m e i 54 m di altezza antincendi, superficie massima per compartimento di 2.000 mq (se isolati) e 1.500 mq (edifici a destinazione mista);
  • oltre i 54 m di altezza antincendi, superficie massima di 1.000 mq per ciascun compartimento.

6. Misure per l’evacuazione in caso di emergenza

6.1 Affollamento

Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in:
a) aree destinate alle attività lavorative: 0,1 pers/mq e comunque pari almeno al numero degli addetti effettivamente presenti incrementato del 20 %;
b) aree ove è previsto l’accesso del pubblico: 0,4 pers/mq;
c) spazi per riunioni, conferenze e simili: numero dei posti a sedere ed in piedi autorizzati, compresi quelli previsti per le persone con ridotte od impedite capacità motorie.

6.2 Capacità di deflusso

Al fine del dimensionamento delle uscite, la capacità di deflusso consentita è pari ai seguenti valori:

a) 50 per locali con pavimento a quota compresa tra più o meno 1 m rispetto al piano di riferimento;
b) 37,5 per locali con pavimento a quota compresa tra più o meno 7,5 m rispetto al piano di riferimento;
c) 33 per locali con pavimento a quota al di sopra o al di sotto di 7,5 m rispetto al piano di riferimento.

6.3 Sistema di vie di uscita

1. Deve essere previsto un sistema organizzato di vie di uscita, dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile ed alle capacità di deflusso stabilite. Il sistema di vie di uscita deve essere organizzato per il deflusso rapido ed ordinato degli occupanti all’esterno dell’edificio. Il percorso può comprendere corridoi, vani di accesso alle scale e di uscita all’esterno, scale, rampe e passaggi.
2. L’altezza dei percorsi deve essere non inferiore a 2 m. La larghezza utile dei percorsi deve essere misurata deducendo l’ingombro di eventuali elementi sporgenti con esclusione degli estintori; la misurazione della larghezza, sia dei percorsi che delle uscite, va eseguita nel punto più stretto della luce. Tra gli elementi sporgenti non vanno considerati quelli posti ad un’altezza superiore a 2 m ed i corrimano con sporgenza non superiore ad 8 cm.
3. Le vie di uscita devono essere tenute sgombre da materiali che possono costituire impedimento al regolare deflusso delle persone.
4. I pavimenti in genere ed i gradini in particolare non devono avere superfici sdrucciolevoli. Lungo i percorsi d’esodo non devono essere installati specchi se possono trarre in inganno sulla direzione dell’uscita. Le superfici trasparenti devono essere idoneamente segnalate.
5. Ad ogni piano ove hanno accesso persone con ridotte o impedite capacità motorie, ad eccezione del piano di riferimento, deve essere previsto almeno uno spazio calmo. Gli spazi calmi devono essere dimensionati in base al numero di utilizzatori previsto dalle normative vigenti. Le caratteri-stiche di resistenza al fuoco degli elementi portanti e separanti dello spazio calmo devono essere almeno pari a quelle richieste per l’edificio.

6.4 Numero delle uscite

1. Il numero di uscite dei singoli piani dell’edificio non deve essere inferiore a due, ubicate in posizione ragionevolmente contrapposta.(

6.5. Larghezza delle vie di uscita

1. La larghezza utile delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli. La larghezza totale delle uscite da ogni piano, espressa in numero di moduli, è determinata dal rapporto tra il massimo affollamento e la capacità di deflusso del piano.
2. Per gli uffici che occupano più di due piani fuori terra, la larghezza totale delle vie di uscita che immettono in luogo sicuro all’aperto deve essere calcolata sommando il massimo affollamento di due piani consecutivi, con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento.
3. Nel computo della larghezza delle uscite sono conteggiate anche le porte d’ingresso, quando queste sono apribili verso l’esterno.

6.6. Lunghezza delle vie di uscita

1. La lunghezza massima del percorso di esodo è fissata in:
– 45 m sino a raggiungere un luogo sicuro dinamico oppure l’esterno dell’attività;
– 30 m per raggiungere una scala protetta.
2. La misurazione della lunghezza va effettuata dalla porta di uscita di ciascun locale con presenza di persone e da ogni punto degli spazi comuni (atri, disimpegni, uffici senza divisori, ecc.) sino a luogo sicuro o scala protetta.
3. La lunghezza dei corridoi ciechi non deve essere superiore a 15 m.

6.7. Porte

1. Le porte delle uscite di sicurezza devono aprirsi nel senso dell’esodo a semplice spinta. I battenti delle porte, quando sono aperti, non devono ostruire passaggi, corridoi e pianerottoli.
2. Qualora le porte di ingresso vengano utilizzate come uscite di sicurezza, possono anche essere:
– di tipo girevole, se accanto è installata una porta apribile a spinta verso l’esterno;
– di tipo scorrevole con azionamento automatico, unicamente se possono essere aperte a spinta verso l’esterno (con dispositivo appositamente segnalato) e restare in posizione di apertura quando manca l’alimentazione elettrica.
3. Le porte che danno sulle scale non devono aprirsi direttamente sulle rampe, ma sul pianerottolo senza ridurne la larghezza. Le superfici trasparenti delle porte devono essere costituite da materiali di sicurezza ed essere idoneamente segnalate.

6.8. Scale

1. I vani scala, in funzione dell’altezza antincendi degli edifici, devono essere:
– di tipo protetto: fino a 24 m;
– a prova di fumo o esterne: oltre 24 m.
2. Sono ammesse scale di tipo aperto in edifici fino a 2 piani fuori terra.
3. Le caratteristiche di resistenza al fuoco devono essere conformi a quanto stabilito al punto 5.1..
4. Le rampe delle scale utilizzate per l’esodo devono essere rettilinee, non devono presentare re-stringimenti, devono avere non meno di tre gradini e non più di quindici. I gradini devono essere a pianta rettangolare, alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non infe-riore a 30 cm. Sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo almeno ogni quindici gradini e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno.
5. I vani scala devono essere provvisti di aperture di aerazione in sommità (a parete o a soffitto) di superficie non inferiore ad 1 mq, con sistema di apertura degli infissi comandato sia automaticamente da rivelatori di incendio, che manualmente mediante dispositivo posto in prossimità dell’entrata alle scale, in posizione segnalata.

6.9. Impianti di sollevamento – Scale mobili

1. Le caratteristiche dei vani degli impianti di sollevamento debbono rispondere alle specifiche disposizioni vigenti di prevenzione incendi.
2. Gli impianti di sollevamento (ascensori e montacarichi) non devono essere utilizzati in caso d’incendio ad eccezione degli ascensori antincendio e di soccorso.
3. Gli ascensori e le scale mobili non vanno computati ai fini del dimensionamento delle vie di uscita. Occorre prevedere, in caso di incendio, un sistema automatico che comandi il blocco delle scale mobili, nonché il riporto degli ascensori al piano di riferimento.
4. Laddove sono previste scale di tipo protetto e/o a prova di fumo, i vani corsa degli impianti di sollevamento devono essere almeno di tipo protetto con caratteristiche REI/EI in funzione dell’altezza dell’edificio.

6.10. Ascensori antincendio e di soccorso

1. Negli edifici aventi altezza antincendi superiore a 32 metri devono essere previsti ascensori antincendio ubicati in modo tale da poter raggiungere ogni locale dei singoli piani.
2. Negli edifici aventi altezza antincendi superiore a 54 metri, in aggiunta agli ascensori antincen-dio, devono essere previsti ascensori di soccorso ubicati in modo tale da poter raggiungere ogni locale dei singoli piani.

7. Aerazione

L’edificio, deve essere dotato di aerazione naturale o meccanica con impianto di immissione e di estrazione, funzionante anche in emergenza. Ove non sia possibile l’aerazione naturale si può fare ricorso a quella meccanica con im-pianto di immissione e di estrazione, in grado di funzionare anche in caso di emergenza.

8. Attività accessorie

8.1 Locali per riunioni e trattenimenti

Punto omesso per la specificità di ogni fattispecie

8.2. Locali per servizi logistici

1. I locali destinati alla distribuzione o consumazione dei pasti con annessi impianti di cucina e/o lavaggio delle stoviglie alimentati a combustibile liquido o gassoso, devono essere rispondenti alle specifiche normative di prevenzione incendi vigenti.
2. Sono ammesse zone adibite a foresteria fino ad un massimo di 25 posti letto purché rispondenti alla specifica normativa di prevenzione incendi per attività ricettive, separate dagli ambienti adibiti ad ufficio con elementi costruttivi e porte REI/EI 60. L’eventuale abitazione del custode deve essere separata con elementi costruttivi aventi caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60 e può comunicare tramite porta almeno EI 60 munita di dispositivo di autochiusura.

8.3.1. Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie fino a 15 mq

  • gli elementi separanti, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 30;
  • locale protetto con rivelatori di incendio collegati all’ impianto di segnalazione e allarme;
  • adiacente all’ingresso al locale deve esserci almeno un estintore portatile da 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 21A 89B;
  • carico di incendio limitato a 30 kg/mq.

8.3.2. Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie fino a 50 mq

  • gli elementi separanti, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60;
  • locale protetto con rivelatori di incendio collegati all’ impianto di segnalazione e allarme;
  • adiacente all’ingresso ed all’interno del locale deve esserci almeno un estintore portatile da 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144B;
  • carico di incendio limitato a 60 kg/mq;
  • superficie di aerazione naturale non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta;
  • ove quest’ultimo non sia possibile, è consentito 1/160 di ventilazione naturale della superficie in pianta ed è ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di 3 volumi ambiente/ora, da garantire anche in situazioni di emergenza. L’aerazione naturale può essere ottenuta anche tramite camini di ventilazione.

8.3.3. Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie superiore a 50 mq

Possono essere destinati ad archivi e depositi ubicati ai piani fuori terra e/o ai piani 1° e 2° interrato, di superficie superiore a 50 mq, alle seguenti condizioni:

  • superficie lorda di ogni singolo locale non superiore a 1.000 mq per i piani fuori terra e a 500 mq per i piani interrati;
  • elementi separanti, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 90;
  • superficie di aerazione naturale non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta;
  • ove quest’ultimo non sia possibile, è consentito 1/160 di ventilazione naturale della superficie in pianta ed è ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di 3 volumi ambiente/ora, da garantire anche in situazioni di emergenza. L’aerazione naturale può essere ottenuta anche tramite camini di ventilazione.
  • locale protetto con rivelatori di incendio collegati all’ impianto di segnalazione e allarme;
  • all’ interno di ogni locale è previsto un congruo numero di estintori portatili aventi carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144B;
  • carico di incendio limitato a 60 kg/mq.

Per depositi con carico di incendio superiore a 60 kg/mq ovvero con superficie superiore a 200 mq, devono essere rispettate le seguenti ulteriori condizioni:

  • accesso dall’ esterno, attraverso spazio scoperto o intercapedine antincendi, oppure dall’ interno, tramite filtro a prova di fumo;
  • aerazione, esclusivamente di tipo naturale, ricavata su parete attestata su spazio scoperto ovvero, per i locali interrati, su intercapedine antincendi;
  • locale protetto da impianto di spegnimento automatico.

8.3.4. Depositi di sostanze infiammabili

1. Devono essere ubicati al di fuori del volume dell’edificio. È consentito detenere, all’interno del volume dell’edificio, in armadi metallici dotati di bacino di contenimento, prodotti liquidi infiamma-bili, strettamente necessari per le esigenze igienico-sanitarie. Tali armadi devono essere ubicati nei locali deposito dotati della prescritta superficie di aerazione naturale.

8.4. Autorimesse

1. Le autorimesse devono essere realizzate nel rispetto delle specifiche disposizioni di prevenzione incendi.

9 Servizi tecnologici

Sono normati i seguenti impianti:

  • produzione di calore;
  • condizionamento e ventilazione;
  • elettrici.

10. Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi

10.1. Estintori

1. Gli uffici devono essere dotati di estintori portatili conformi alla normativa vigente; il numero e la capacità estinguente degli estintori portatili devono rispondere ai criteri stabiliti al punto 5.2 dell’allegato V al DM 10 marzo 1998 (Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998), con riferimento ad attività a rischio di incendio elevato.(21)
2. Gli estintori devono essere ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile, distribuiti in modo uniforme nell’area da proteggere; a tal fine è consigliabile che gli estintori siano ubicati lungo le vie di esodo ed in prossimità delle aree e impianti a rischio specifico.

10.2.1. Reti naspi /idranti

1. Gli uffici devono essere dotati di apposita rete naspi/idranti secondo quanto nel seguito precisato.
2. Per quanto riguarda i componenti degli impianti, le modalità di installazione, i collaudi e le verifiche periodiche, le alimentazioni idriche e i criteri di calcolo idraulico delle tubazioni, si applicano le norme di buona tecnica vigenti.
3. Le caratteristiche prestazionali e di alimentazione sono quelle definite per la protezione interna dalla norma UNI 10779 con riferimento al livello di rischio 3.

5. Per uffici articolati in diversi corpi di fabbrica separati da spazi scoperti, la tipologia degli impianti può essere correlata al numero di presenze del singolo corpo di fabbrica, purché le eventuali comunicazioni di servizio (tunnel di collegamento interrati o fuori terra, cunicoli tecnici e simili) siano protette, in corrispondenza di ciascun innesto con gli edifici, con sistemi di compartimentazione conformi al punto 5.1.

10.2.2. Impianto di spegnimento automatico

1. Oltre che nei casi previsti ai punti precedenti, deve essere installato un impianto di spegnimento automatico a protezione di ambienti con carico d’incendio superiore a 50 kg/mq, fatto salvo quanto stabilito al punto 8.3. per archivi e depositi.
2. Tali impianti devono utilizzare agenti estinguenti compatibili con le caratteristiche degli ambienti da proteggere e con i materiali e le apparecchiature ivi presenti, ed essere progettati, realizzati ed installati a regola d’arte secondo le vigenti norme di buona tecnica.

11. Impianti di rivelazione, segnalazione ed allarme

Negli uffici deve essere prevista l’installazione in tutte le aree di:

  • segnalatori di allarme incendio del tipo a pulsante manuale opportunamente distribuiti ed ubicati, in ogni caso, in prossimità delle uscite;
  • impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi in grado di rilevare e segnalare a distanza un principio d’incendio.

Per il resto si tratta di progettare l’impianto sulla base della regola dell’arte UNI 9795.

11.2. Caratteristiche

1. L’impianto deve essere progettato e realizzato a regola d’arte secondo le vigenti norme di buona tecnica.
2. La segnalazione di allarme proveniente da uno qualsiasi dei rivelatori deve determinare una segnalazione ottica ed acustica di allarme incendio nella centrale di controllo e segnalazione, ubicata in ambiente presidiato.
3. L’impianto deve consentire l’azionamento automatico dei dispositivi di allarme posti nell’attività entro:
a) un primo intervallo di tempo dall’emissione della segnalazione di allarme proveniente da 2 o più rivelatori o dall’azionamento di un qualsiasi pulsante manuale di segnalazione d’incendio;
b) un secondo intervallo di tempo dall’emissione di una segnalazione di allarme proveniente da un qualsiasi rivelatore, qualora la segnalazione presso la centrale di controllo e segnalazione non sia tacitata dal personale preposto.
I predetti intervalli di tempo devono essere definiti in considerazione della tipologia dell’attività e dei rischi in essa esistenti, nonché di quanto previsto nel piano di emergenza.
4. Ai fini dell’organizzazione della sicurezza, l’impianto di rivelazione può consentire l’attivazione automatica di una o più delle seguenti azioni:
– chiusura di eventuali porte tagliafuoco, normalmente mantenute aperte, appartenenti al compartimento antincendio da cui è pervenuta la segnalazione, tramite l’attivazione degli appositi dispositivi di chiusura;
– disattivazione elettrica degli eventuali impianti di ventilazione e/o condizionamento;
– attivazione di eventuali sistemi antincendio automatici (estinzione, evacuazione fumi, etc.);
– chiusura di eventuali serrande tagliafuoco poste nelle canalizzazioni degli impianti di ventilazione e/o condizionamento riferite al compartimento da cui proviene la segnalazione;
– eventuale trasmissione a distanza delle segnalazioni di allarme in posti predeterminati nel piano di emergenza.
5. Per i rivelatori ubicati nei depositi in cui il carico d’incendio è superiore a 60 kg/mq ovvero la superficie in pianta è superiore a 200 mq, devono essere installati dispositivi ottici di ripetizione di allarme lungo i corridoi. Tali ripetitori devono anche essere previsti per quei rivelatori che sorvegliano aree non direttamente presidiate per mancanza di persone o di un controllo diretto nonché intercapedini comprese nei controsoffitti e nei pavimenti sopraelevati qualora vi siano installati impianti che possano determinare rischi di incendio.

12. Sistema di allarme

Gli uffici devono essere dotati di un sistema di allarme in grado di avvertire le persone presenti delle condizioni di pericolo in caso di incendio allo scopo di dare avvio alle procedure di emergenza nonché alle connesse operazioni di evacuazione.

Devono essere previsti dispositivi ottici ed acustici, opportunamente ubicati, in grado di segnalare il pericolo a tutti gli occupanti dell’edificio o delle parti di esso coinvolte dall’ incendio. La diffusione degli allarmi sonori deve avvenire tramite impianto ad altoparlanti. Le procedure di diffusione dei segnali di allarme devono essere opportunamente regolamentate nel piano di emergenza.

13. Segnaletica di sicurezza

La cartellonistica deve indicare:
– le uscite di sicurezza ed i relativi percorsi d’esodo;
– i punti di raccolta e gli spazi calmi;
– l’ubicazione dei mezzi fissi e portatili di estinzione incendi;
– i divieti di fumare ed usare fiamme libere;
– il divieto di utilizzare gli ascensori in caso di incendio, con esclusione di quelli antincendio;
– i pulsanti di sgancio dell’alimentazione elettrica;
– i pulsanti di allarme.

14. Organizzazione e gestione della sicurezza antincendio

I criteri in base per organizzazione e gestione della sicurezza antincendio, sono enunciati negli specifici punti del DM 10 marzo 1998:
– riduzione della probabilità di insorgenza di un incendio;
– controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio al fine di garantirne l’efficienza;
– formazione e informazione del personale;
– pianificazione e gestione dell’emergenza in caso di incendio.

Norme antincendio uffici:

  1. DM 22/02/2006 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici”;
  2. D.P.R. 01/08/2015 n. 151 “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’art. 49 c4 -quater, decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”
  3. D.M 07/08/2012 Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’art 2, c7, del DPR 151/2011“.

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