Regola tecnica uffici fino a 300 persone: DM 22 febbraio 2006

Reading Time: 10 minuti

 Gli edifici ad uso uffici fino a 300 persone, non sono classificati tra le 80 attività antincendio elencate nell’Allegato I del DPR 151 del 2011 e pertanto non è necessario presentare la SCIA VVF (ex Certificato di Prevenzione Incendi) per esercitare l’attività. Ma, una corretta valutazione dei rischi porta comunque a definire delle linee di adeguamento antincendio proporzionate a quanto richiesto dalla normativa antincendio vigente. Al di sopra delle 25 persone presenti, la norma antincendio per uffici è il DM 22 febbraio 2006 nel quale gli uffici sono suddivisi per tipologie, in relazione al numero di presenze.

Progettazione antincendio uffici con 300 persone

Regola tecnica uffici e classificazione al dpr 151 del 2011

Gli edifici destinati ad uso uffici sono classificabili al punto 71 dell’Allegato I del DPR  n. 151 del 01/08/2011  se destinati ad “Aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti“.

Se nell’edificio non ci sono più di 300 persone, questo rientra tra le attività antincendio non soggette ai controlli dei VVF, ma questo non significa che non debba essere fatta una adeguata progettazione antincendio. Infatti oltre le 25 persone presenti, la normativa antincendio di riferimento è il DM 22/02/2006.

preventivo antincendio gratuito

Il decreto di cui sopra, classifica gli edifici a seconda del numero di persone massime contemporaneamente presenti:

– tipo 1: da 26 fino a 100 presenze;
– tipo 2: da 101 fino a 300 presenze;
– tipo 3: da 301 fino a 500 presenze;
– tipo 4: da 501 fino a 1000 presenze;
– tipo 5: con oltre 1000 presenze.

In aggiunta al decreto ministeriale sugli uffici, essendo un luogo di lavoro, occorre seguire i criteri generali di cui al DM 10/03/1998.

DM 22 febbraio 2006

DOWNLOAD

Send download link to:

I agree to the Privacy Policy and want to subscribe to the newsletter. Cancellation is possible at any time.

DM 10 marzo 1998

DOWNLOAD

Send download link to:

I agree to the Privacy Policy and want to subscribe to the newsletter. Cancellation is possible at any time.

DPR 151 del 2011

DOWNLOAD

Send download link to:

I agree to the Privacy Policy and want to subscribe to the newsletter. Cancellation is possible at any time.

DM 7 agosto 2012

DOWNLOAD

Send download link to:

I agree to the Privacy Policy and want to subscribe to the newsletter. Cancellation is possible at any time.

Progetto antincendio uffici con 300 persone

Diversamente dagli uffici di tipo 1, gli uffici di tipo 2 prevedono una serie di indicazioni progettuali molto maggiori. Ciò perchè il numero di persone presenti è molto variabile, ma soprattutto tende verso il limite minimo (300 persone) per essere classificato come attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi.

Devono essere rispettati i seguenti punti del Titolo II (Uffici di nuova costruzione con oltre 500 presenze) del DM 22 febbraio 2006:

Ubicazione

Gli uffici possono essere ubicati:
a) in edifici isolati;
b) in edifici a destinazione mista, purché sia fatta salva l’osservanza di quanto disposto nelle specifiche normative. Ovvero, all’interno della stessa volumetria possono essere ubicate diverse attività solo se ammesso dalle rispettive normative.

I locali possono essere ubicati a qualsiasi quota al di sopra del piano di riferimento e non oltre il secondo piano interrato fino alla quota di -10,0 m rispetto al piano di riferimento. I locali ubicati a quote comprese tra -7,5 m e -10,0 m devono essere protetti mediante impianto di spegnimento automatico e devono disporre di uscite ubicate lungo il perimetro che immettano in luoghi sicuri dinamici.

Accesso all’area

Per gli uffici ubicati in edifici di altezza antincendi superiore a 12 m, deve essere assicurata la possibilità di accostamento all’edificio delle autoscale dei VVF. L’accostamento deve avvenire almeno ad una qualsiasi finestra o balcone di ogni piano, affinché consenta di raggiungere tutti i locali di piano tramite percorsi interni al piano.

Separazioni – Comunicazioni

Gli uffici di tipo 2, possono comunicare direttamente con attività ad essi pertinenti non soggette ai controlli dei VVF.

Gli uffici di tipo 2, possono comunicare tramite filtri a prova di fumo di caratteristiche almeno REI/EI 60 o spazi scoperti con le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ad essi pertinenti.

E’ ammessa la diretta comunicazione con le seguenti attività se ad uso esclusivo degli uffici:
– vani di ascensori e montacarichi di cui al punto 95 del DM 16 febbraio 1982;
– archivi e depositi di cui al punto 43 del DM 16 febbraio 1982.

Non sono ammesse le comunicazioni con altre attività non pertinenti agli uffici, soggette o meno ai controlli di prevenzione incendi. Per queste attività devono essere previste separazioni con elementi costruttivi di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60 o in base alle richieste delle specifiche normative verticali.

(*) l’unico modo per ovviare a tale situazione può essere quello di intraprendere l’iter procedurale della deroga.

Resistenza al fuoco

Le strutture ed i sistemi di compartimentazione devono garantire la seguente resistenza al fuoco R e REI/EI:
– piani interrati: R e REI/EI 90.

Edifici di altezza antincendi:

  • inferiore a 24 m: R e REI/EI 60;
  • compresa tra 24 e 54 m: R e REI/EI 90;
  • oltre 54 m: R e REI/EI 120.

Edifici di tipo isolato fino a tre piani fuori terra, ad esclusione dei piani interrati, possono avere caratteristiche di resistenza al fuoco R e REI/EI 30 qualora compatibili con il carico di incendio.

Negli uffici di nuova realizzazione da insediare in edifici esistenti la resistenza al fuoco può essere ridotta di una classe a condizione che sia installato un impianto di spegnimento automatico esteso a tutta l’attività.

Reazione al fuoco

Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, è consentito l’impiego di materiali di classe 1 in ragione del 50 % massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale). Per le restanti parti devono essere impiegati materiali di classe 0 (incombustibili).

In tutti gli altri ambienti, le pavimentazioni, i relativi rivestimenti, e le pareti interne mobili sono consentite in classe 2 e gli altri materiali di rivestimento siano di classe 1, oppure di classe 2, se in presenza di impianti di spegnimento automatico o di sistemi di smaltimento dei fumi asserviti ad impianti di rivelazione degli incendi.

I tendaggi, drappi, ecc. devono essere di classe 1.

mobili imbottiti (divanetti, sedute con imbottitura,…) devono essere di classe 1IM;

Compartimentazione

Gli edifici di tipo 2 devono essere suddivisi in compartimenti, anche su più piani, di superfici:

  • sino a 12 m di altezza antincendi, superficie massima 6.000 mq;
  • tra i 12 m e i 24 m di altezza antincendi, superficie massima 4.000 mq;
  • tra i 24 me i 54 m di altezza antincendi, superficie massima per compartimento di 2.000 mq;
  • oltre i 54 m di altezza antincendi, superficie massima di 1.000 mq per ciascun compartimento.

Uffici da insediare in edifici esistenti

Per i seguenti punti si fa riferimento al DM 10 marzo 1998.

Capacità di deflusso

Al fine del dimensionamento delle uscite, la capacità di deflusso consentita è pari a 50 persone per modulo (60 cm).

Sistema di vie di uscita

Ciascuna via di uscita deve essere indipendente dalle altre e distribuita in modo che le persone possano ordinatamente allontanarsi da un incendio.

Le vie di uscita e le uscite di piano devono essere sempre disponibili per l’uso e tenute libere da ostruzioni in ogni momento.

Ogni porta sul percorso di uscita deve poter essere aperta facilmente ed immediatamente dalle persone in esodo.

Numero delle uscite

Ogni luogo di lavoro deve disporre di vie di uscita alternative, ad eccezione di quelli di piccole dimensioni o dei locali a rischio di incendio medio o basso.

In molte situazioni è da ritenersi sufficiente disporre di una sola uscita di piano. Eccezioni a tale principio sussistono quando:
a) l’affollamento del piano è superiore a 50 persone;
b) nell’area interessata sussistono pericoli di esplosione o specifici rischi di incendio e pertanto, indipendentemente dalle dimensioni dell’area o dall’affollamento, occorre disporre di almeno due uscite;
c) la lunghezza del percorso di uscita unidirezionale supera i valori precedenti.

Larghezza delle vie di uscita

Per i luoghi a rischio di incendio medio o basso, la larghezza complessiva delle uscite di piano deve essere non inferiore a: L (metri)=(A / 50) x 0,60

– “A ” rappresenta il numero delle persone presenti al piano (affollamento);
– il valore 0,60 costituisce la larghezza (espressa in metri) sufficiente al transito di una persona (modulo unitario di passaggio);
50 indica il numero massimo delle persone attraverso un modulo unitario di passaggio, considerando il tempo di evacuazione.

La larghezza delle uscite va misurata nel punto più stretto del percorso.

Lunghezza delle vie di uscita

Dove è prevista più di una via di uscita, la lunghezza del percorso deve essere limitata in:
15 – 30 metri (tempo max. di evacuazione 1 minuto) per aree a rischio di incendio elevato;
30 – 45 metri (tempo max. di evacuazione 3 minuti) per aree a rischio di incendio medio;
45 – 60 metri (tempo max. di evacuazione 5 minuti) per aree a rischio di incendio basso.

Le vie di uscita devono sempre condurre ad un luogo sicuro.
I percorsi di uscita unidirezionali devono essere evitati per quanto possibile. In alternativa devono essere lunghi al massimo:

6 – 15 metri (tempo di percorrenza 30 secondi) per aree a rischio elevato;
9 – 30 metri (tempo di percorrenza 1 minuto) per aree a rischio medio;
12 – 45 metri (tempo di percorrenza 3 minuti) per aree a rischio basso.

Uffici da insediare in edifici nuovi

Non è possibile fare ricorso al DM 10 marzo 1998.

Capacità di deflusso

Al fine del dimensionamento delle uscite, le capacità di deflusso devono essere non superiori ai seguenti valori::

a) 50 per locali con pavimento a quota compresa tra più o meno 1 m rispetto al piano di riferimento;
b) 37,5 per locali con pavimento a quota compresa tra più o meno 7,5 m rispetto al piano di riferimento;
c) 33 per locali con pavimento a quota al di sopra o al di sotto di 7,5 m rispetto al piano di riferimento.

Sistema di vie di uscita

Deve essere previsto un sistema organizzato di vie di uscita, dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile ed alle capacità di deflusso stabilite. Il sistema di vie di uscita deve essere organizzato per il deflusso rapido ed ordinato degli occupanti all’esterno dell’edificio. Il percorso può comprendere corridoi, vani di accesso alle scale e di uscita all’esterno, scale, rampe e passaggi.

L’altezza dei percorsi deve essere non inferiore a 2 m.

La larghezza utile dei percorsi deve essere misurata deducendo l’ingombro di eventuali elementi sporgenti con esclusione degli estintori; la misurazione della larghezza, sia dei percorsi che delle uscite, va eseguita nel punto più stretto della luce.

Tra gli elementi sporgenti non vanno considerati quelli posti ad un’altezza superiore a 2 m ed i corrimano con sporgenza non superiore ad 8 cm.

Le vie di uscita devono essere tenute sgombre da materiali che possono costituire impedimento al regolare deflusso delle persone.

I pavimenti in genere ed i gradini in particolare non devono avere superfici sdrucciolevoli. Lungo i percorsi d’esodo non devono essere installati specchi se possono trarre in inganno sulla direzione dell’uscita.

Le superfici trasparenti devono essere idoneamente segnalate.

Ad ogni piano ove hanno accesso persone con ridotte o impedite capacità motorie, ad eccezione del piano di riferimento, deve essere previsto almeno uno spazio calmo. Gli spazi calmi devono essere dimensionati in base al numero di utilizzatori previsto dalle normative vigenti. Le caratteristiche di resistenza al fuoco degli elementi portanti e separanti dello spazio calmo devono essere almeno pari a quelle richieste per l’edificio.

Numero delle uscite

Il numero di uscite dei singoli piani dell’edificio non deve essere inferiore a due, ubicate in posizione ragionevolmente contrapposta.

Larghezza delle vie di uscita

La larghezza utile delle vie di uscita deve essere multipla del modulo di uscita e non inferiore a due moduli. La larghezza totale delle uscite da ogni piano, espressa in numero di moduli, è determinata dal rapporto tra il massimo affollamento e la capacità di deflusso del piano.
Per gli uffici che occupano più di due piani fuori terra, la larghezza totale delle vie di uscita che immettono in luogo sicuro all’aperto deve essere calcolata sommando il massimo affollamento di due piani consecutivi, con riferimento a quelli aventi maggiore affollamento.
Nel computo della larghezza delle uscite sono conteggiate anche le porte d’ingresso, quando queste sono apribili verso l’esterno.

Lunghezza delle vie di uscita

La lunghezza massima del percorso di esodo è fissata in:
45 m sino a raggiungere un luogo sicuro dinamico oppure l’esterno dell’attività;
30 m per raggiungere una scala protetta.
La misurazione della lunghezza va effettuata dalla porta di uscita di ciascun locale con presenza di persone e da ogni punto degli spazi comuni (atri, disimpegni, uffici senza divisori, ecc.) sino a luogo sicuro o scala protetta.
La lunghezza dei corridoi ciechi non deve essere superiore a 15 m.

Le indicazioni di seguito (per il punto 6) sono invece valide sia in caso di uffici nuovi che esistenti

Porte

Le porte delle uscite di sicurezza devono aprirsi nel senso dell’esodo a semplice spinta. I battenti delle porte, quando sono aperti, non devono ostruire passaggi, corridoi e pianerottoli.
Qualora le porte di ingresso vengano utilizzate come uscite di sicurezza, possono anche essere:
– di tipo girevole, se accanto è installata una porta apribile a spinta verso l’esterno;
– di tipo scorrevole con azionamento automatico, unicamente se possono essere aperte a spinta verso l’esterno (con dispositivo appositamente segnalato) e restare in posizione di apertura quando manca l’alimentazione elettrica.
Le porte che danno sulle scale non devono aprirsi direttamente sulle rampe, ma sul pianerottolo senza ridurne la larghezza. Le superfici trasparenti delle porte devono essere costituite da materiali di sicurezza ed essere idoneamente segnalate.

Scale

I vani scala, in funzione dell’altezza antincendi degli edifici, devono essere:
di tipo protetto: fino a 24 m;
a prova di fumo o esterne: oltre 24 m.
Sono ammesse scale di tipo aperto in edifici fino a 2 piani fuori terra.
Le rampe delle scale utilizzate per l’esodo devono essere rettilinee, non devono presentare restringimenti, devono avere non meno di tre gradini e non più di quindici.

I gradini devono essere a pianta rettangolare, alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm. Sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo almeno ogni quindici gradini e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno.
I vani scala devono essere provvisti di aperture di aerazione in sommità (a parete o a soffitto) di superficie non inferiore ad 1 mq, con sistema di apertura degli infissi comandato sia automaticamente da rivelatori di incendio, che manualmente mediante dispositivo posto in prossimità dell’entrata alle scale, in posizione segnalata.

Aerazione

L’edificio, deve essere dotato di aerazione naturale o meccanica con impianto di immissione e di estrazione, funzionante anche in emergenza.

Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie fino a 15 mq

  • elementi separanti, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 30;
  • locale protetto con rivelatori di incendio collegati all’ impianto di segnalazione e allarme;
  • adiacente all’ingresso al locale deve esserci almeno un estintore portatile da 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 21A 89B;
  • carico di incendio limitato a 30 kg/mq.

Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie fino a 50 mq

  • elementi separanti, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 60;
  • locale protetto con rivelatori di incendio collegati all’ impianto di segnalazione e allarme;
  • adiacente all’ingresso ed all’interno del locale deve esserci almeno un estintore portatile da 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144B;
  • carico di incendio limitato a 60 kg/mq;
  • superficie di aerazione naturale non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta;
  • ove quest’ultimo non sia possibile, è consentito 1/160 di ventilazione naturale della superficie in pianta ed è ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di 3 volumi ambiente/ora, da garantire anche in situazioni di emergenza. L’aerazione naturale può essere ottenuta anche tramite camini di ventilazione.

Archivi e depositi di materiali combustibili con superficie superiore a 50 mq

Possono essere destinati ad archivi e depositi ubicati ai piani fuori terra e/o ai piani 1° e 2° interrato, di superficie superiore a 50 mq, alle seguenti condizioni:

  • superficie lorda di ogni singolo locale non superiore a 1.000 mq per i piani fuori terra e a 500 mq per i piani interrati;
  • elementi separanti, devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno REI/EI 90;
  • superficie di aerazione naturale non inferiore ad 1/40 della superficie in pianta;
  • ove quest’ultimo non sia possibile, è consentito 1/160 di ventilazione naturale della superficie in pianta ed è ammesso il ricorso alla aerazione meccanica con portata di 3 volumi ambiente/ora, da garantire anche in situazioni di emergenza. L’aerazione naturale può essere ottenuta anche tramite camini di ventilazione.
  • locale protetto con rivelatori di incendio collegati all’ impianto di segnalazione e allarme;
  • all’ interno di ogni locale è previsto un congruo numero di estintori portatili aventi carica minima pari a 6 kg e capacità estinguente non inferiore a 34A 144B;
  • carico di incendio limitato a 60 kg/mq.

Per depositi con carico di incendio superiore a 60 kg/mq ovvero con superficie superiore a 200 mq, devono essere rispettate le seguenti ulteriori condizioni:

  • accesso dall’ esterno, attraverso spazio scoperto o intercapedine antincendi, oppure dall’ interno, tramite filtro a prova di fumo;
  • aerazione, esclusivamente di tipo naturale, ricavata su parete attestata su spazio scoperto ovvero, per i locali interrati, su intercapedine antincendi;
  • locale protetto da impianto di spegnimento automatico.

Mezzi ed impianti di estinzione degli incendi

Estintori

Gli estintori devono essere ubicati in posizione facilmente accessibile e visibile, distribuiti in modo uniforme nell’ area da proteggere; a tal fine è consigliabile che gli estintori siano ubicati lungo le vie di esodo ed in prossimità delle aree e impianti a rischio specifico.

Per edifici di tipo 2 è previsto il rischio basso di cui al DM 10 marzo 1998:

1 estintore di capacità estinguente non inferiore a 13A – 89B ogni 100 mq.

Reti naspi /idranti

Gli uffici devono essere dotati di apposita rete naspi/idranti con caratteristiche prestazionali e di alimentazione sono quelle definite per la protezione interna dalla norma UNI 10779 con riferimento al livello di rischio 1.

E’ esclusa la protezione esterna.

Impianti di rivelazione, segnalazione ed allarme

Negli uffici deve essere prevista l’installazione in tutte le aree di:

  • segnalatori di allarme incendio del tipo a pulsante manuale opportunamente distribuiti ed ubicati, in ogni caso, in prossimità delle uscite;
  • impianto fisso di rivelazione e segnalazione automatica degli incendi in grado di rilevare e segnalare a distanza un principio d’incendio.

Per il resto si tratta di progettare l’impianto sulla base della regola dell’arte UNI 9795.

Sistema di allarme

Gli uffici devono essere dotati di un sistema di allarme in grado di avvertire le persone presenti delle condizioni di pericolo in caso di incendio allo scopo di dare avvio alle procedure di emergenza nonché alle connesse operazioni di evacuazione.

Devono essere previsti dispositivi ottici ed acustici, opportunamente ubicati, in grado di segnalare il pericolo a tutti gli occupanti dell’edificio o delle parti di esso coinvolte dall’ incendio. La diffusione degli allarmi sonori deve avvenire tramite impianto ad altoparlanti. Le procedure di diffusione dei segnali di allarme devono essere opportunamente regolamentate nel piano di emergenza.

Segnaletica di sicurezza

La cartellonistica deve indicare:
– le uscite di sicurezza ed i relativi percorsi d’esodo;
– i punti di raccolta e gli spazi calmi;
– l’ubicazione dei mezzi fissi e portatili di estinzione incendi;
– i divieti di fumare ed usare fiamme libere;
– il divieto di utilizzare gli ascensori in caso di incendio, con esclusione di quelli antincendio;
– i pulsanti di sgancio dell’alimentazione elettrica;
– i pulsanti di allarme.

Progettazione antincendio uffici con 300 persone –  Uffici esistenti

Gli uffici esistenti ricadono nel Titolo IV del DM 22 febbraio 2006. Si precisa che il Titolo IV riguarda gli “uffici esistenti soggetti ai controlli di prevenzione incendi” quindi non dovrebbe riguardare attività non soggette come il presente caso di studio. Le attenzioni del professionista antincendio però non possono che orientarsi anche sugli uffici esistenti, a fronte di una corretta valutazione dei rischi.

I temi fondamentali da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • verifica delle caratteristiche di resistenza al fuoco degli elementi portanti e separanti almeno R e REI/EI 30 per i piani fuori terra e almeno R e REI/EI 60 per i piani interrati;
  • verifica delle caratteristiche di resistenza al fuoco dei sub-compartimenti (archivi, depositi, locali tecnici,…)
  • rispetto delle lunghezze delle vie di esodo;
  • rispetto dei criteri generali di sicurezza sui luoghi di lavoro DM 10 marzo 1998.

Conclusioni

Come evidente, nonostante l’edificio ad uso uffici di tipo 2 da DM 22 febbraio 2006  non sia una attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, deve essere opportunamente adeguato. Non è prevista la redazione di un progetto antincendio da consegnare ai VVF, ma sostanzialmente sono ripresi tutti i punti del decreto ministeriale.

Quindi non è propriamente corretto considerare che una attività non soggetta ai controlli, non debba essere opportunamente presa in stretta attenzione dal punto di vista della progettazione antincendio.

Norma antincendio uffici:

  1. DM 22/02/2006 “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici”;
  2. DM 10/03/1998Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro
  3. DPR  n. 151 del 01/08/2011 “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’art. 49 c4 -quater, decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”
  4. D.M 07/08/2012 Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’art 2, c7, del DPR 151/2011“.

 Hai bisogno di consulenza?

Per consulenza sul progetto antincendio di uffici (attività antincendio non soggette):

Per consulenza sulla progettazione antincendio di uffici (attività antincendio soggette):

Suggerimento

Necessiti di uno strumento di ausilio durante i sopralluoghi all’interno di edifici ad uso uffici?

Scarica la check list dalla sezione dedicata.

Richiesta di assistenza

image_print
 
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *