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Cosa è il modello PIN 2.2 – 2018 cert. REI VVF?

Il modello cert. REI dei VVF fa parte della modulistica antincendio e rappresenta uno dei modelli ministeriali antincendio più utilizzati all’atto di presentazione della SCIA VVF e in generale nella realizzazione del fascicolo tecnico antincendio. La Circolare n. 1681 del 11/02/2014 riporta le indicazioni per il corretto utilizzo della modulistica inerente la resistenza al fuoco. L’atto di corretta compilazione del modello cert. REI  rappresenta il risultato finale e certificabile della corretta posa dei prodotti da costruzione aventi caratteristiche di resistenza al fuoco.

Nel presente articolo si forniranno le informazioni utili per la corretta redazione del modello PIN 2.2-2018 cert. REI.

Il modello ministeriale cert. REI VVF: aspetti principali e guida alla redazione

Il modello ministeriale cert. REI VVF rappresenta il modello ministeriale tramite il quale il professionista antincendio certifica la resistenza al fuoco dei prodotti/elementi costruttivi (principali e secondari) e/o separanti riscontrati in opera e per essi attesta che la resistenza al fuoco si estende anche alle loro unioni, ai rispettivi dettagli e particolari costruttivi. Dal modello cert. REI sono escluse le porte tagliafuoco e gli elementi di chiusura (certificati invece nel modello ministeriale dich. prod).

Deve essere prodotto in ogni circostanza in cui la prestazione di resistenza al fuoco riguarda un elemento costruttivo.

Il certificato di resistenza al fuoco è un atto rilasciato da tecnico abilitato iscritto negli elenchi del Ministero dell’Interno di cui all’art. 16 comma 4 del DLgs 139/06.

E’ un atto conclusivo che testimonia su:

  • prestazione del prodotto in opera;
  • corretta realizzazione;
  • uso conforme alle indicazioni del fornitore/produttore.

DM 16 febbraio 2007

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Il tecnico abilitato certifica la resistenza al fuoco dei prodotti/elementi costruttivi portanti (principali e secondari) e/o separanti riscontrati in opera, nel seguito specificati, e per essi attesta che la resistenza al fuoco si estende anche alle loro unioni, ai rispettivi dettagli e particolari costruttivi.


Il sottoscritto dichiara che la presente certificazione si basa sulle reali caratteristiche riscontrate in opera e relative a:

  • numero e posizione;
  • geometria;
  • materiali costitutivi;
  • condizioni di incendio;
  • condizioni di carico e di vincolo;
  • caratteristiche e modalità di posa di eventuali protettivi.

Le prestazioni di resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi possono essere determinate in base ai risultati di:
a) prove (metodo sperimentale);
b) calcoli (metodo analitico);
c) confronti con tabelle (metodo tabellare).

PIN_2_2_2018CERT_REI (doc)

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PIN_2_2_2018CERT_REI (pdf)

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Nella sezione download del sito, è possibile scaricare tutta la modulistica VVF aggiornata a giugno 2018.

Vuoi scaricare un esempio completo di un modello cert. REI VVF?
Lo trovi qui:

modello cert rei

Ruolo del professionista antincendio

Come anticipato in premessa, il professionista antincendio (che firma il modello ministeriale cert. REI)  CERTIFICA LA RESISTENZA AL FUOCO dei prodotti/elementi costruttivi portanti (principali e secondari) e/o separanti riscontrati in opera, nel seguito specificati, e per essi attesta che la resistenza al fuoco si estende anche alle loro unioni, ai rispettivi dettagli e particolari costruttivi.

Il professionista antincendio quindi, effettua una verifica delle condizioni di posa in opera e sulla base delle proprie conoscenze tecniche e di quanto riportato nei rapporti di prova e classificazione emessi dai laboratori ministeriali a seguito di test antincendio, ne attesta la corretta realizzazione per soddisfare il requisito minimo di resistenza al fuoco previsto da progetto o da decreto ministeriale.

Il sottoscritto (professionista antincendio) dichiara che la presente certificazione si basa sulle reali caratteristiche riscontrate in opera e relative a:
– numero e posizione;
– geometria;
– materiali costitutivi;
– condizioni di incendio;
– condizioni di carico e di vincolo;
– caratteristiche e modalità di posa di eventuali protettivi.

Redazione del modello cert. REI

Elemento tipo e sua posizione:

La certificazione deve essere predisposta per GRUPPI DI ELEMENTI RICONDUCIBILI AD UN ELEMENTO TIPO. Di seguito le differenze:

  • FUNZIONALI: elementi portanti e/o separanti;
  • TIPOLOGICHE: travi, pilastri, solai, muri;
  • COSTRUTTIVE: acciaio, cls, laterizio, legno.

Sintetica descrizione dell’elemento tipo

La descrizione dell’elemento tipo deve almeno riportare le dimensioni significative, i materiali componenti, lo schema statico (se elemento strutturale) e i sistemi protettivi se presenti.

Metodo sperimentale

Il metodo sperimentale consente di valutare e certificare un intero pacchetto costruttivo avente caratteristiche di resistenza al fuoco, sulla base delle informazioni indicate dal fornitore/produttore/laboratorio ministeriale in conformità alle omologazioni e/o certificati di prova, rapporti di prova, rapporti di classificazioni. dichiarazioni di prestazione. In sintesi, il metodo sperimentale si può applicare nel momento in cui si conoscono tutte le informazioni in merito alla corretta posa e le caratteristiche di resistenza al fuoco di un prodotto da costruzione. In questo caso il raggiungimento del requisito minimo di resistenza al fuoco (richiesto da normativa e previsto dal progetto antincendio) è vincolato alla “sola” corretta posa del prodotto, conformemente alle indicazioni ed al campo di applicazione (diretto o esteso) definito nel rapporto di prova e classificazione.

Viene utilizzato quando, la caratteristica di resistenza al fuoco viene garantita attraverso l’installazione di un prodotto da costruzione (parete, controsoffitto, pavimentazione sopraelevata, rivestimento per pilastri) avente le caratteristiche di resistenza al fuoco richieste.

Le informazioni inerenti la classificazione del prodotto, l’impiego previsto e le procedure di corretta posa, devono essere indicate dal fornitore/produttore in conformità a:

  • omologazioni ministeriali;
  • certificati di prova ai sensi dell’ Art. 10 del DM 26/06/1984;
  • rapporti di prova ai sensi della Circolare n. 91 del 14/09/1961;
  • rapporti di classificazione ai sensi del DM 16/02/2007;
  • marcatura CE;
  • dichiarazione di prestazione;
  • fascicolo tecnico.

Le prove di resistenza al fuoco hanno l’obbiettivo di valutare il comportamento al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi, sotto specifiche condizioni di esposizione e attraverso il rispetto di misurabili criteri prestazionali.

Le condizioni di esposizione, i criteri prestazionali e le procedure di classificazione da utilizzare nell’ambito delle prove di cui al punto B.1, sono indicate nelle parti 2, 3 e 4 della norma EN 13501.

In questo caso, l’elemento costruttivo da certificare, possiede determinate caratteristiche di resistenza al fuoco, certificate in un laboratorio ministeriale. Si applica quindi solitamente in caso di nuove costruzioni, nella realizzazione di elementi separanti di compartimentazione (ad esempio locali ad uso deposito).

Ad esempio, per certificare una parete tagliafuoco in cartongesso è necessario verificare che l’intero pacchetto strutturale sia posato correttamente e quindi che il risultato finale sia compatibile con le condizioni di prova eseguite e riportate nel rapporto di prova e classificazione per lo specifico campo di applicazione o di estesa applicazione.

Il modello dich. prod. ed il modello cert. REI in questo caso sono strettamente correlati. Nel primo modello viene dichiarata la prestazione del singolo prodotto (anche) in merito alla classe di resistenza al fuoco; nel secondo modello viene certificato l’intero pacchetto costruttivo di cui viene dichiarata la prestazione per ogni singolo prodotto da costruzione (dich.prod.).

Metodo tabellare

Il metodo tabellare è il secondo metodo per poter certificare gli elementi di compartimentazione ovvero quelli aventi resistenza al fuoco. Tale metodo consente di determinare la classe di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi posti in opera, sulla base dei criteri dimensionali imposti nelle tabelle di cui al DM 16 febbraio 2007. I valori contenuti nelle tabelle sono il risultato di campagne sperimentali e di elaborazioni numeriche e si riferiscono alle tipologie costruttive e ai materiali di maggior impiego. L’uso delle tabelle è strettamente limitato alla classificazione di elementi costruttivi per i quali è richiesta la resistenza al fuoco nei confronti della curva temperatura-tempo standard e delle altre azioni meccaniche previste in caso di incendio.

Nell’Allegato D del DM 16 febbraio 2007 sono riportate le “Modalità per la classificazione in base a confronti con tabelle” suddivise nei seguenti elementi costruttivi:

  • Murature non portanti di blocchi;
  • Solette piene e solai alleggeriti;
  • Travi, pilastri e pareti in calcestruzzo armato ordinario e precompresso;
  • Travi, tiranti e colonne di acciaio.

Ad esempio, per determinare la classe di resistenza al fuoco di una soletta piena con muratura monodirezionale, occorre seguire la tabella D.5.1 (per il requisito R) e D.5.2 (per il requisito EI).

Per determinare il requisito R 60, la soletta piena deve almeno uno spessore H pari a 120 mm e un’interasse (distanza dell’asse delle armature dalla superficie esposta) pari a 20 mm.

Per determinare il requisito EI 60, lo strato di materiale isolante deve essere almeno pari a 60 mm e la porzione di c.a. deve essere almeno pari a 40 mm.

                                                 

Il modello cert. REI quindi sarà così redatto

Metodo analitico

Con il D.M. 31 luglio 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2013, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato in via definitiva le Appendici nazionali contenenti i parametri tecnici per l’applicazione degli Eurocodici (v. articolo “Eurocodici, un valido supporto alle Norme Tecniche per le Costruzioni. Pubblicate in Gazzetta le Appendici nazionali”).

Pertanto, come previsto appunto dal D.M. 16 febbraio 2007 Allegato C.3, l’unica modalità di calcolo analitico della classe REI delle strutture è quella basata sugli Eurocodici, che suddividono gli stessi metodi analitici  in “semplificati” e “avanzati”.

I primi, tra i quali il più semplice e conosciuto è quello dell’isoterma 500°C, sono considerati idonei all’analisi di singole membrature mentre, nel caso in cui fosse indispensabile analizzare intere strutture, gli eurocodici, impongono l’utilizzo di metodi avanzati e la conseguente necessità di far ricorso a programmi di calcolo ad elementi finiti.

Normative:

  • Circolare 1681 del 11/02/2014
  • DM 16/02/2007: “Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di opere da costruzione.
  • EN 13501: “Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione
  • EN 1363-1/2: “Prove di resistenza al fuoco
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