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Lo spazio calmo rientra nella categoria delle disposizioni progettuali tendenzialmente sempre presenti nella progettazione di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Per individuare le caratteristiche minime previste per progettare lo spazio calmo si ricorre alle definizioni antincendio disciplinate in linea generale sulla base del DM 30 novembre 1983 coordinato con le modifiche introdotte dal DM 9 marzo 2007 oppure (se ricadenti nel campo di applicazione) in riferimento al Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015). In considerazione del fatto che entrambi i decreti sono in vigore e che riportano indicazioni di progettazione diverse per lo spazio calmo, sono di seguito proposti entrambi per un rapido confronto.

DM 30 novembre 1983: definizione antincendio

Per spazio calmo si intende un luogo sicuro statico contiguo e comunicante con una via di esodo verticale od in essa inserito. Tale spazio non dovrà costituire intralcio alla fruibilità delle vie di esodo ed avere caratteristiche tali da garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacità motorie in attesa dei soccorsi.

DM 30 novembre 1983 coordinato DM 9 marzo 2007

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La necessità di realizzare lo spazio calmo consiste nell’esigenza di avere un ambiente tale da consentire alle persone disabili o con specifiche difficoltà motorie, di rimanere per un periodo limitato in un’area protetta in attesa dei soccorsi. Laddove quindi si configura la presenza potenziale di persone disabili o con difficoltà motorie è sempre obbligatorio prevedere lo spazio calmo.

La normativa di cui sopra non da ulteriori spunti di progettazione nè dal punto di vista delle dimensioni minime, nè dei presidi antincendio od impiantistici da prevedere. Per la concezione di base dello spazio calmo, sicuramente dovranno essere garantiti determinati requisiti minimi:

  • posizionare l’ambiente di spazio calmo all’interno di una scala protetta o nel pianerottolo di una scala esterna;
  • posizionamento ad ogni piano dell’attività;
  • area minima pari al posizionamento momentaneo di disabile in carrozzina (90×140 cm) e tale da garantirne la facile manovrabilità a 360°;
  • illuminazione di sicurezza;
  • cartellonistica di individuazione dello “spazio calmo”;
  • dotazioni minime di presidi antincendio (sedia di evacuazione, coperta antifuoco,…);
  • sistema di comunicazione con reception/esterno/centro delle emergenze.

Codice di Prevenzione Incendi DM 3 agosto 2015: definizione antincendio

Come anticipato, il codice di prevenzione incendi prevedendo un diverso approccio, propone nuove definizioni antincendio, tra le quali quella dello spazio calmo. Indica infatti una superficie minima ed integra con dotazioni minime impiantistiche di un certo rilievo.

Si tratta di “luogo sicuro temporaneo ove gli occupanti possono attendere assistenza per completare l’esodo verso luogo sicuro”.

Le caratteristiche minime da rispettare sono le seguenti:

  • dimensioni minime dello spazio calmo pari a 2,25 mq/persona per occupante non deambulante e 0,70 mq/persona per occupante deambulante;
  • le superfici devono includere gli spazi di manovra di eventuali ausili di movimento (letto, sedia a rotelle,…);
  • un sistema di comunicazione bidirezionale per permettere agli occupanti di segnalare la loro presenza e richiedere assistenza;
  • eventuali attrezzature da impiegare per l’assistenza (es. sedia o barella di evacuazione, …);
  • indicazioni sui comportamenti da tenere in attesa dell’arrivo dell’assistenza;
  • contrassegnato con cartello UNI EN ISO 7010-E024 o equivalente.

Di seguito un esempio di progettazione secondo ISO 21542. Si noti che tale spazio può essere ricavato all’interno del vano scala protetto in area tale da non ostacolare il percorso di esodo e di dimensioni opportune per movimentazione delle persone.

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