Quali sono le differenze tra idranti e naspi?

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Gli idranti e i naspi sono i presidi antincendio più importanti e comuni nella prevenzione incendi. La norma di prodotto per i naspi è la UNI EN 671 – 1 mentre la norma di prodotto degli idranti è la UNI EN 671 – 2. Ma quali sono le differenze tra idranti e naspi?

differenze tra idranti e naspi

 

Differenze tra idranti e naspi

Entrambi i presidi antincendio assolvono alla stessa funzione: fornire acqua in condizioni di incendio tramite lo sviluppo di tubazioni che opportunamente indirizzate al focolare consentono lo spegnimento manuale dell’incendio.

Come anticipato la differenza principale tra idranti e naspi è la norma di prodotto che specifica i requisiti ed i metodi di prova per la costruzione e la funzionalità dei naspi antincendio con tubazioni semirigide (ovvero la UNI EN 671 – 1) e la norma di prodotto che specifica i requisiti ed i metodi di prova per la costruzione e la funzionalità degli idranti a muro con tubazioni flessibili (ovvero la UNI EN 672 – 2).

Altra differenza è a livello progettuale, ovvero sono diverse le portate e le pressioni residue che devono essere garantite per soddisfare i requisiti minimi richiesti dalla UNI 10779 sulla base dei livelli di pericolosità di ogni singola attività. Tali livelli di pericolosità possono essere espressi in base ad una valutazione dei rischi o in base alle indicazioni pre-determinate dal normatore, ovvero sulla base del Decreto Impianti il DM 20 dicembre 2012.

Ad esempio, per gli uffici di tipo 3 (tra 301 e 500 addetti) il livello di pericolosità minimo della UNI 10779 è il 2. In questo caso, occorrerà quindi garantire:

  • 3 idranti con 120 litri/min alla pressione residua di almeno 2 bar per almeno 60 min;
  • (in alternativa) 4 naspi con 60 litri/min alla pressione residua di 3 bar per almeno 60 min.

La scelta di uno o dell’altro presidio antincendio condiziona la dimensione minima della riserva idrica. Se si scelgono gli idranti occorrerebbero 21,6 mc di acqua; se si sceglie di installare i naspi occorrerebbero 14,4 mc.

Posizione di installazione dei naspi e degli idranti in una attività soggetta

In entrambi i casi la posizione dei naspi o degli idranti è fortemente vincolata dalla norma UNI 10779 in quanto:

  • ogni punto dell’area protetta disti al massimo 20 m dall’idrante o naspo più vicino.

Ai fini della verifica della raggiungibilità si potrà installare:

  • per gli idranti a muro una tubazione flessibile di lunghezza massima pari a 25 m;
  • per i naspi una tubazione semirigida di lunghezza pari a 30 m

da verificare in entrambi i casi con la regola del filo teso.

Fruibilità e facilità di utilizzo

Altra differenza tra idranti e naspi è legata alla fruibilità e facilità di utilizzo in condizioni di emergenza.

Anticipiamo subito che i naspi sono più pratici e semplici da utilizzare rispetto agli idranti.

Gli idranti a muro sono costituiti da una tubazione flessibile che in condizioni ordinarie è appiattita e rinchiusa all’interno della apposita cassetta antincendio; gli idranti devono quindi essere dapprima srotolati per tutta la lunghezza della tubazione flessibile, verificato il corretto collegamento tra la manichetta dell’idrante e la tubazione e poi è possibile aprire l’idrante: evidentemente un’operazione non immediata e non facilmente eseguibile da chiunque.

I naspi invece sono composti da una tubazione semirigida alloggiata all’interno di una bobina già collegata alla rete idrica ed alla lancia erogatrice. Il naspo quindi è immediatamente fruibile in quanto occorre solamente aprire lo sportello del naspo e srotolare la bobina.

Un’altra differenza è la dimensione della cassetta antincendio:

  • per gli idranti con tubazione da 25 m la dimensione è solitamente 610 x 370 mm (per 210 mm di profondità)
  • per i naspi la dimensione è solitamente 650 mm x 700 mm (con profondità 200 mm).

Come è possibile notare quindi le differenze in termini di dimensioni sono notevoli e tali si traducono spesso in scelte architettoniche fortemente condizionate da questo fattore.

 

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