Edifici di civile abitazione: nuova regola tecnica antincendio DM 25 gennaio 2019

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 Con l’emanazione della nuova regola tecnica antincendio sugli edifici di civile abitazione (il DM 25 gennaio 2019) è stata effettuata una integrazione ed un doveroso aggiornamento alla normativa antincendio vigente, ovvero il DM 16 maggio 1987 numero 246 recante “Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione“. Rientrano nel presente decreto e nel DM integrativo, tutti gli edifici di civile abitazione avente altezza antincendio superiore a 12 m. Gli edifici di civile abitazione con altezza antincendio superiore a 24 m sono classificabili al punto 77 dell’Allegato I di cui al DPR 151 del 2011.

Nel presente articolo saranno descritte le principali modifiche ed integrazioni alla normativa antincendio vigente.

DM 25 gennaio 2019: Premessa

L’aggiornamento del DM 16 maggio 1987 numero 246 era nell’aria! A maggior ragione, dopo che il Comitato Centrale Tecnico Scientifico (CCTS) aveva dato l’approvazione della bozza in data 24 aprile 2018.

Nella bozza venivano indicate 4 tabelle che in relazione alla altezza antincendio dell’edificio, assegnavano diversi livelli di prestazione (LP in stile Codice) che si traducevano in disposizioni da svolgere da parte dei Responsabili dell’edificio e in procedure raccolte in un sistema di gestione antincendio.

Il DM 25 gennaio 2019 ricalca sostanzialmente le linee proposte nella bozza approvata.

Con la nuova regola tecnica antincendio, il normatore ha voluto rafforzare una porzione di sicurezza antincendio che per tali attività non era mai stata presa in considerazione: la gestione della sicurezza in condizioni ordinarie ed in caso di emergenza.

Inoltre, e sempre in linea con il nuovo Codice di Prevenzione Incendi riporta la linea guida per le facciate continue.

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Di seguito, il DM 25 gennaio 2019

DM 25 gennaio 2019 Integrazione al DM 16 maggio 1987 n 246 edifici di civile abitazione

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Di seguito, la linea guida sulle facciate – lettera circolare n. 5043 del 15 aprile 2013 ed il suo Allegato

Guida tecnica facciate del 15 aprile 2013

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Lettera Circolare del 31 marzo 2010

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Di seguito, la norma DM 16 maggio 1987 numero 246, integrata con il DM 25 gennaio 2019

DM 16 maggio 1987 n. 246

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Gli edifici di civile abitazione esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, saranno adeguati entro:
a. due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto per le disposizioni riguardanti l’installazione, ove prevista, degli impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza;
b. un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto per le restanti disposizioni.

L’avvenuto adempimento agli adeguamenti, verrà comunicato all’atto della presentazione della “attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio”.

Il nuovo decreto entrerà in vigore il 5 maggio 2019, ovvero 90 giorni dopo dalla sua pubblicazione di Gazzetta Ufficiale.

DM 25 gennaio 2019: Modifiche ed integrazioni all’allegato del DM 16 maggio 1987 numero 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione.

Al punto 9 del DM 16 maggio 1987 numero 246 è stato aggiunto il punto «9 -bis . Gestione della sicurezza antincendio».

9-bis.1 – Definizioni antincendio:

Ai fini del presente decreto, si definisce:
EVAC (Sistema di allarme vocale per scopi di emergenza): impianto destinato principalmente a diffondere informazioni vocali per la salvaguardia della vita durante un’emergenza;
GSA (Gestione della Sicurezza Antincendio): insieme delle misure di tipo organizzativo – gestionale finalizzate all’ esercizio dell’attività in condizioni di sicurezza, sia in fase ordinaria che in fase di emergenza, attraverso l’adozione di una struttura organizzativa che prevede compiti, azioni e procedure; essa si attua attraverso l’adozione di misure antincendio preventive e di pianificazione dell’emergenza;
Misure antincendio preventive: misure tecnico – gestionali, integrative di quelle già previste nelle norme di sicurezza allegate al D.M. 16 maggio 1987, n. 246, che completano la strategia antincendio da adottare per l’attività, al fine di diminuire il rischio incendio;
L.P.: Livello di prestazione;
– h: altezza antincendi dell’edificio, di cui al DM 30 novembre 1983.

9-bis.2- Attribuzione dei L.P.:

Ai fini del presente decreto, i L.P. devono essere attribuiti secondo lo schema di seguito indicato:
– L.P.0 -> per edifici di tipo a) (altezza antincendi da 12 m a 24 m);
– L.P.1 -> per edifici di tipo b) e c) (altezza antincendi oltre 24 m fino a 54 m);
– L.P.2 -> per edifici di tipo d) (altezza antincendi oltre 54 m fino a 80);
– L.P.3 -> per edifici di tipo e) (altezza antincendi oltre 80 m).

Per gli edifici di altezza antincendi superiore a 24 m, qualora siano presenti attività ricomprese in allegato I al DPR 151 del 2011, e comunicanti con l’edificio stesso ma ad esso non pertinenti e funzionali (ad esempio, impianti produzione calore, autorimesse, gruppi elettrogeni ecc…), dovrà essere adottato un livello di prestazione superiore, indipendentemente dal tipo di comunicazione.

9-bis. 3- Misure gestionali in funzione dei L.P.

Ai fini del presente decreto, il responsabile dell’attività deve adottare quanto previsto dal corrispondente livello di prestazione:

9-bis. 3.1 – L.P.0 (12 m ≤ h < 24 m)

Sono attribuiti differenti “Compiti e funzioni” differenziate in base alla figura: Responsabile dell’attività o occupanti. Sono inoltre riportate le “Misure da attuare in caso d’incendio

9-bis. 3.2 – L.P. 1 (24 m ≤ h < 54 m)

Sono attribuiti differenti “Compiti e funzioni” differenziate in base alla figura: Responsabile dell’attività o occupanti. Sono inoltre riportate le “Misure antincendio preventive” e la “Pianificazione dell’emergenza“.

9-bis. 3.3 – L.P. 2 (54 m < h ≤ 80 m)

Sono attribuiti differenti “Compiti e funzioni” differenziate in base alla figura: Responsabile dell’attività o occupanti. Sono inoltre riportate le “Misure antincendio preventive” e la “Pianificazione dell’emergenza“.

9-bis. 3.4 – L.P. 3 (oltre 80 m)

Sono attribuiti differenti “Compiti e funzioni” differenziate in base alla figura: Responsabile dell’attività, al Responsabile della GSA, al Coordinatore dell’emergenza ed agli occupanti. Sono inoltre riportate le “Misure antincendio preventive“, la “Pianificazione dell’emergenza” e sono definiti compiti e le funzioni per il “Centro di gestione dell’emergenza”.

Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici di civile abitazione

I requisiti di sicurezza antincendio delle facciate sono valutati avendo come obiettivi quelli di:
a) limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno dell’edificio, a causa di fiamme o fumi caldi che fuoriescono da vani, aperture, cavità verticali della facciata, interstizi eventualmente presenti tra la testa del solaio e la facciata o tra la testa di una parete di separazione antincendio e la facciata, con conseguente coinvolgimento di altri compartimenti sia che essi si sviluppino in senso orizzontale che verticale, all’interno della costruzione e inizialmente non interessati dall’incendio;
b) limitare la probabilità di incendio di una facciata e la successiva propagazione dello stesso a causa di un fuoco avente origine esterna (incendio in edificio adiacente oppure incendio a livello stradale o alla base dell’edificio);

c) evitare o limitare, in caso d’incendio, la caduta di parti di facciata (frammenti di vetri o di altre parti comunque disgregate o incendiate) che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti l’edificio e l’intervento delle squadre di soccorso.

Ai fini del raggiungimento di tali obiettivi, la guida tecnica «Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili» allegata alla lettera circolare n. 5043 del 15 aprile 2013, può costituire un utile riferimento progettuale.
Le suddette disposizioni, si applicano agli edifici di civile abitazione di nuova realizzazione e per quelli esistenti che siano oggetto di interventi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate.
Le indicazioni di cui alla suddetta Linea Guida, non si applicano per gli edifici di civile abitazione per i quali alla data di entrata in vigore del presente decreto siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di realizzazione o di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dal competente Comando dei vigili del fuoco, ovvero che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, siano già in possesso degli atti abilitativi rilasciati dalle competenti autorità.

 

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