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Il DM 20 dicembre 2012 noto “Decreto Impianti” disciplina la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti di protezione attiva contro l’incendio.

Ferme restando le disposizioni contenute nel DM 37/08 (regolamento recante il riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti negli edifici) nel presente decreto vengono individuate, tra le altre cose, le norme di riferimento e la documentazione tecnica per la presentazione ed installazione degli impianti in attività sottoposte ai controlli VVF:

DM 20 dicembre 2012 Decreto Impianti

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DM 20 dicembre 2012

Come anticipato in premessa, il DM 20 dicembre 2012 “Decreto Impianti” si suddivide nei seguenti argomenti:

  • definizioni antincendio;
  • disposizioni generali di progettazione;
  • disposizioni per installazione;
  • disposizioni per esercizio e manutenzione;
  • documentazione da presentare ai fini della valutazione progetto;
  • documentazione da presentare ai fini della presentazione SCIA VVF;
  • disposizioni per la rete idranti;
  • tabella con individuazione attività, normative di regola dell’arte e caratteristiche minime prestazionali;
  • disposizioni per la rete sprinkler;
  • tabella con individuazione attività, normative di regola dell’arte e caratteristiche minime prestazionali.

Definizioni antincendio principali

  • Modifiche sostanziali: trasformazione della tipologia dell’impianto originale o ampliamento della sua dimensione tipica oltre il 50% dell’originale, ove non diversamente definito da specifica regolamentazione o norma;
  • Dimensione tipica dell’impianto:
    i. per la rete idranti si rinvia a quanto riportato dalla norma UNI 10779;
    ii. per gli impianti di rivelazione ed allarme incendio s’intende il numero di rivelatori automatici o di punti di segnalazione manuale;
    iii. per gli impianti di estinzione o controllo si intende il numero di erogatori;
    iv. per gli impianti di estinzione di tipo speciale (ad esempio estinguenti gassosi, schiuma, polvere, ecc.) si intende la quantità di agente estinguente;
    v. per gli impianti di controllo del fumo e del calore si intende la superficie utile totale di evacuazione per i sistemi di evacuazione naturale e la portata volumetrica aspirata per i sistemi di evacuazione forzata.
  • Specifica dell’impianto: sintesi dei dati tecnici che descrivono le prestazioni dell’impianto, le sue caratteristiche dimensionali (portate specifiche, pressioni operative, caratteristica e durata dell’alimentazione dell’agente estinguente, l’estensione dettagliata dell’impianto, ecc.) e le caratteristiche dei componenti da impiegare nella sua realizzazione (ad esempio tubazioni, erogatori, sensori, riserve di agente estinguente, aperture di evacuazione, aperture di afflusso, ecc.). La specifica comprende il richiamo della norma di progettazione che si intende applicare, la classificazione del livello di pericolosità, ove previsto, lo schema a blocchi dell’impianto che si intende realizzare, nonché l’attestazione dell’idoneità dell’impianto in relazione al pericolo di incendio presente nell’attività;
  • Progetto dell’impianto: insieme dei documenti indicati dalla norma assunta a riferimento per la progettazione di un nuovo impianto o di modifica di un impianto esistente. Il progetto deve includere, in assenza di specifiche indicazioni della norma, almeno gli schemi e i disegni planimetrici dell’impianto, nonché una relazione tecnica comprendente i calcoli di progetto, ove applicabili, e la descrizione dell’impianto, con particolare riguardo alla tipologia ed alle caratteristiche dei materiali e dei componenti da utilizzare ed alle prestazioni da conseguire.

Disposizioni di progettazione

Per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti di cui sopra è sempre obbligatoria la redazione di un progetto elaborato secondo la regola dell’arte, che deve essere adeguatamente integrato in caso di modifiche apportate in corso d’opera all’impianto di base del progetto. Il
progetto è redatto da un tecnico abilitato (se il progetto è redatto in accordo a norme nazionali UNI,CEI) o da professionista antincendio (per impianti da realizzare secondo le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio, ad esempio NFPA, IBC…)

Il progetto dell’impianto, così come effettivamente realizzato, deve essere consegnato al responsabile dell’attività e da questo reso disponibile ai fini di eventuali controlli da parte delle autorità competenti. Deve far parte del fascicolo tecnico antincendio.

Disposizioni di installazione

Gli impianti oggetto del presente decreto devono essere installati a regola d’arte, seguendo il progetto, le vigenti normative e le regolamentazioni tecniche applicabili.
Al termine dei lavori l’impresa installatrice dovrà fornire al responsabile dell’attività, oltre a quanto già previsto dalla normativa vigente, la dichiarazione di conformità alla regola dell’arte come da DM 37/08, gli allegati obbligatori (progetto e elaborati grafici “As Built”), nonché il manuale d’uso e manutenzione dello stesso.

Disposizioni di esercizio e manutenzione

L’esercizio e la manutenzione degli impianti oggetto del presente decreto devono essere effettuati secondo la regola dell’arte ed essere condotti in accordo a quanto indicato nelle norme tecniche pertinenti e nel manuale d’uso e manutenzione dell’impianto.
Il manuale d’uso e manutenzione dell’impianto è fornito al responsabile dell’attività, dall’impresa installatrice o, per impianti privi dello stesso manuale, eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto, da un professionista antincendio.
Le operazioni da effettuare sugli impianti e la loro cadenza temporale sono quelle indicate dalle norme tecniche pertinenti, nonché dal manuale d’uso e manutenzione dell’impianto.
La manutenzione sugli impianti e sui componenti che li costituiscono è eseguita da personale esperto in materia, sulla base della regola dell’arte, che garantisce la corretta esecuzione delle operazioni svolte.

Disposizioni per le reti di idranti

Per la progettazione, installazione ed esercizio delle reti di idranti può essere utilizzata la norma UNI 10779. Tale norma è in riferimento alla definizione dei requisiti
minimi da soddisfare nella progettazione, installazione ed esercizio delle reti di idranti.

Reti di idranti nelle attività regolamentate da specifiche disposizioni di prevenzione incendi

Le reti idranti, saranno definite in accordo con i parametri della norma UNI 10779, per quanto applicabile:

  • livelli di pericolosità;
  • tipologia di protezione;
  • caratteristiche dell’alimentazione idrica secondo la norma UNI EN 12845.

In particolare l’alimentazione idrica può essere:

  • singola: costituita da: un acquedotto; un acquedotto con una o più pompe di surpressione; un serbatoio a pressione (solo per LH e OH1 da UNI 12845); un serbatoio a gravità; un serbatoio di accumulo con una o più pompe; una sorgente inesauribile con una o più pompe.
  • singola superiore: alimentazioni singole che forniscono elevato grado di affidabilità;
  • idriche doppie: due alimentazioni singole ove ogni alimentazione è indipendente dall’altra.

Ai fini della determinazione della continuità dell’alimentazione idrica, il DM 20 dicembre 2012 richiama la norma UNI 10779 per la quale le attestazioni relative alla continuità dell’alimentazione idrica e/o elettrica sono rilasciate dagli Enti erogatori o da professionista antincendio.

L’assicurazione della portata idrica “in ogni tempo” per acquedotti va intesa durante la normale erogazione del servizio. Un’indisponibilità per manutenzione dell’ordine di 60 ore/anno per l’area interessata dall’impianto, attestabile con dati statistici relativi agli anni precedenti, è considerata accettabile almeno per le
aree di livello 1 e 2 (requisito delle “continuità dell’alimentazione” idrica della norma UNI 10779).

La seguente Tabella 1 fornisce i parametri di progettazione della rete idrica antincendio, in sostituzione delle regole tecniche specifiche di prevenzione incendi.

Disposizioni per gli impianti sprinkler

Per la progettazione, installazione e manutenzione dei sistemi automatici a pioggia, tipo sprinkler, può essere utilizzata la norma UNI EN 12845.
A tale norma si potrà fare riferimento, per quanto applicabile, per la definizione dei requisiti
minimi da soddisfare nella progettazione, installazione e manutenzione di impianti sprinkler installati nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.
Il ricorso a norme diverse dalla norma UNI EN 12845 è ammesso limitatamente a quelle pubblicate da organismi di standardizzazione, internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio.
In tal caso, l’adozione dovrà essere integrale, inclusa la tipologia ed il dimensionamento dell’alimentazione idrica e delle eventuali misure accessorie, fatti salvi gli obblighi connessi all’impiego
di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione.

Impianti sprinkler nelle attività regolamentate da specifiche disposizioni di prevenzione incendi

La presenza o meno dell’impianto sprinkler viene dettato nella fattispecie dalle regole tecniche di prevenzioni incendi.

Per le attività indicate nella seguente tabella 2, già regolamentate prima della entrata in vigore del presente decreto, si applicano, ad integrazione delle prescrizioni contenute nei predetti provvedimenti, le indicazioni della stessa tabella.

Per le attività non regolamentate da specifiche disposizioni di prevenzione incendi, sarà obbligatorio il ricorso al DM 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi) sia per la rete idranti che per la rete sprinkler.

Da notare che tale obbligo è di recentissima emanazione in quanto nel DM 20 dicembre 2012 vengono riportate specifiche prescrizioni per le attività non dotate di specifica regola tecnica verticale.

Disposizioni per gli altri impianti di protezione attiva contro l’incendio

Per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione di tali impianti si applicano le relative norme pubblicate dall’Ente di normalizzazione Europea o le norme pubblicate da organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio.
Per gli impianti descritti nel presente paragrafo, possono essere applicate:

  • UNI 9795 per gli impianti di rivelazione e segnalazione allarme incendio;
  • UNI EN 15004 e UNI 11280 per gli impianti che utilizzano agenti estinguenti gassosi;
  • UNI 9494 per gli impianti di controllo del fumo e del calore;
  • UNI EN 13565-2 per gli impianti a schiuma;
  • UNI EN 12416-2 per gli impianti a polvere, la norma;
  • UNI CEN/TS 14972 per gli impianti ad acqua nebulizzata;
  • UNI CEN/TS 14816 per gli impianti spray ad acqua;
  • UNI ISO 15779 per gli impianti ad aerosol condensato.

L’adozione di norme diverse da quelle pubblicate dall’Ente di Normalizzazione Europea dovrà essere seguita in ogni sua parte, fatti salvi gli obblighi connessi all’impiego di prodotti soggetti a normativa comunitaria di armonizzazione.

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