Codice di Prevenzione Incendi DM 3 agosto 2015 e DM 12 aprile 2019

Rivelazione ed allarme incendio – Sezione S.7 del Codice di Prevenzione Incendi

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La rivelazione ed allarme incendio è un argomento trattato nella sezione S.7 del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi. Si tratta della definizione progettuale delle funzioni principali e secondarie da considerare negli impianti di rivelazione ed allarme incendi a protezione dei compartimenti presenti nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

Nel presente articolo si riportano le definizioni antincendio relative alla rivelazione ed allarme incendi con l’individuazione delle soluzioni conformi in relazione ai livelli di prestazione previsti.

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Gestione della Sicurezza Antincendio – Sezione S.5 del Codice di Prevenzione Incendi

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La sezione S.5 del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi viene dedicata alla gestione della sicurezza antincendio.

gestione della sicurezza anticendio

Nel presente articolo si riportano le definizioni antincendio relative alla gestione della sicurezza antincendio contenute all’interno del codice di prevenzione incendi.

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Controllo dell’incendio – Sezione S.6 del Codice di Prevenzione Incendi

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Il controllo dell’incendio (estintori, naspi, idranti, sprinkler,…) è declarato nella sezione S.6 del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi. Consiste nella individuazione delle soluzioni progettuali da tenere in considerazione per la scelta della tipologia e numero di estintori, delle caratteristiche prestazionali della rete idrica antincendio (naspi o idranti), dei sistemi automatici idrici di protezione (sprinkler, water mist,…) e della eventuale riserva idrica.

Nel presente articolo si riportano le definizioni antincendio relative al controllo dell’incendio e si imposta la metodologia di scelta delle soluzioni conformi nel caso più generico, senza quindi valutare le singole regole tecniche verticali, per le quali si deve necessariamente rimandare alla singola fattispecie di attività.

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Soluzioni conformi e soluzioni alternative: definizioni e differenze principali

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Cosa sono le soluzioni conformi e le soluzioni alternative individuate nel Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015)? Cosa cambia nelle procedure di prevenzione incendi e nel progetto antincendio con la loro introduzione?

preventivo antincendio gratuito

Di seguito le definizioni antincendio delle soluzioni conformi, delle soluzioni alternative e delle soluzioni in deroga previste dal Codice di Prevenzione Incendi.

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Esodo – Sezione S.4 del Codice di Prevenzione Incendi – Definizioni principali

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L’esodo è la misura antincendio riportata nella sezione S.4 del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi.

esodo sezione S.4 codice di prevenzione incendi

Nel presente articolo sono individuate le principali definizioni antincendio relative alla progettazione di sistemi di vie di esodo con esempi applicativi sia nelle attività produttive che nelle attività dotate di regola tecnica verticale (sezione V).

Si precisa che le definizioni antincendio riportate nel codice di prevenzione incendi, sono applicabili esclusivamente nel momento in cui si predilige di redigere il progetto antincendio con il Codice. Non sono appunto valide in caso di redazione di progetto antincendio basato sulle regola regola tecnica verticale di riferimento emesse in alternativa al Codice.

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Compartimentazione – Sezione S.3 del Codice di Prevenzione Incendi – Definizioni principali

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La compartimentazione è la misura antincendio riportata nella sezione S.3 del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi. Un tema fondamentale è relativo al fatto che tra le ipotesi fondamentali di progettazione con il codice viene esplicitato che “in condizioni ordinarie, l’incendio di un’attività si avvia da un solo punto di innesco“. Ciò significa che ogni compartimento viene analizzato e progettato singolarmente ed a ciascuno di essi vengono attribuiti specifici livelli di prestazione e di conseguenza soluzioni progettuali univoche.

L’articolo riporta le definizioni antincendio relative alla compartimentazione. Saranno poi pubblicati esempi applicativi sia per attività produttive che per tutte le attività dotate di regola tecnica verticale allegata al codice di prevenzione incendi. Continua a leggere

 

Codice di Prevenzione Incendi: Esempi applicativi di resistenza al fuoco

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Il Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015) rappresenta una svolta nella progettazione di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Dopo quasi 4 anni dalla sua emissione e a fronte della (ancora per poco) “adozione volontaria” per la sua applicazione, solo quasi il 10 % dei progetti antincendio sono stati presentati sulla base dei criteri del Codice di Prevenzione Incendi. Sono quindi necessari degli esempi applicativi specifici per ogni misura antincendio con le soluzioni conformi ed eventuali soluzioni alternative.

Nel presente articolo saranno trattati degli esempi applicativi di progettazione della misura antincendio S. 2 Resistenza al fuoco di cui al DM 3 agosto 2015.

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Resistenza al fuoco – Sezione S.2 del Codice di Prevenzione Incendi – Definizioni principali

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La seconda misura antincendio inserita all’interno del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi è la sezione S.2 resistenza al fuoco.

resistenza al fuoco

Sono di seguito riportate le definizioni antincendio relative alla resistenza al fuoco. Seguono poi esempi applicativi.

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Novità sul Codice di Prevenzione Incendi obbligatorio per 42 attività antincendio

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A quasi 4 anni dalla emissione ecco la prima novità sul Codice di Prevenzione Incendi (DM 3 agosto 2015) arriva il primo concreto aggiornamento! In data 21 febbraio 2019 il CCTS (Comitato Centrale Tecnico Scientifico) ha approvato la bozza di modifica del DM 3 agosto 2015 ed in particolare il campo di applicazione della norma. L’entrata in vigore è prevista intorno a fine ottobre (2 mesi per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed altri 6 mesi per l’entrata in vigore) ma la strada ormai è tracciata!

Di fatto il Codice di prevenzione incendi sarà obbligatorio per 42 attività soggette ai controlli di Prevenzione Incendi. Quali sono queste attività?

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Reazione al fuoco – Sezione S.1 del Codice di Prevenzione Incendi

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La reazione al fuoco è la misura antincendio riportata nella sezione S.1 del DM 3 agosto 2015 Codice di Prevenzione Incendi.

reazione al fuoco

Nel presente articolo si riportano le definizioni antincendio relative alla reazione al fuoco con esempi applicativi sia per attività produttive (Codice) che per edifici normati con regole tecniche verticali (sezione V).

Le definizioni antincendio contenute all’interno del codice di prevenzione incendi, sono valide ed applicabili esclusivamente in caso di redazione di progetto antincendio con questo decreto. Non è possibile infatti prendere come riferimento le definizioni o le singole indicazioni progettuali contenute nel codice ed impiegarle nella progettazione antincendio (per lo stesso edificio) sulla base di altre regole tecniche verticali.

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