Articoli di Prevenzione Incendi, normativa antincendio, definizioni antincendio, consulente antincendio

Edificio di civile abitazione attività 77.1.A esistente da prima del DM 1987: è obbligatoria la SCIA antincendio?

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Si parla di un edificio di civile abitazione esistente ante DM 1987 n. 246 ricadente nella attività 77.1.A del DPR 151/2011. Un utente chiede: in questa fattispecie è obbligatoria la SCIA antincendio?

progettazione antincendio

Di seguito la risposta:

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Centrali termiche a gas nuova regola tecnica verticale DM 8 novembre 2019

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Il DM 8 novembre 2019 è la nuova regola tecnica verticale recante “Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio
degli impianti per la produzione di calore alimentati da combustibili gassosi”.

Di seguito i temi principali in merito alla nuova regola tecnica verticale.

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Quali sono le differenze tra idranti e naspi?

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Gli idranti e i naspi sono i presidi antincendio più importanti e comuni nella prevenzione incendi. La norma di prodotto per i naspi è la UNI EN 671 – 1 mentre la norma di prodotto degli idranti è la UNI EN 671 – 2. Ma quali sono le differenze tra idranti e naspi?

differenze tra idranti e naspi

 

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La vasca antincendio è sempre obbligatoria?

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La vasca antincendio è sempre obbligatoria?

vasca antincendio

Considerando di riqualificare il piano interrato, si prevede di eliminare la vasca antincendio.

Questo è un intervento consentito?” 

Di seguito la risposta:

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Prevenzione incendi

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La consulenza antincendio si suddivide in tante marco-attività: analisi di fattibilità antincendio; progettazione antincendio; redazione di modelli ministeriali VVF; protocollo di SCIA antincendio; rinnovo di CPI o SCIA antincendio.

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Analisi di fattibilità antincendio

L’obiettivo è la valutazione delle eventuali criticità presenti all’interno di una attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi. L’analisi consiste nello studio delle scelte progettuali preliminari più idonee per tradurre al meglio le esigenze finali del committente, in relazione alle indicazioni prescrittive e prestazionali delle normative vigenti.

  • Inquadramento dell’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi e delle eventuali attività secondarie a suo servizio;
  • Sull’esistente, analisi della situazione amministrativa in essere (accesso agli atti al Comando Provinciale VVF di riferimento);
  • Sopralluogo conoscitivo del complesso/edificio e studio dello stato di progetto;
  • Analisi degli obiettivi del committente ed inquadramento normativo;
  • Definizione delle scelte progettuali antincendio di massima;
  • Conclusioni e tabelle riepilogative.

Progettazione antincendio

L’obiettivo della progettazione antincendio è quello di individuare le scelte progettuali più idonee al fine di conseguire gli obiettivi di incolumità delle persone e la tutela dei beni. Per fare questo, occorre tradurre le disposizioni di prevenzione incendi prescritte nei decreti ministeriali vigenti e tradurli in soluzioni quanto più compatibili economicamente e tecnicamente.

Tutte le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, prevedono la redazione di un progetto antincendio. Non tutti i progetti però, devono essere valutati ed approvati da parte dei VVF.

A questo proposito, il DPR 151/2011 ha infatti classificato le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, classificandole in base alla tipologia ed alla complessità.

Di seguito l’iter procedurale da seguire per ogni categoria, ai fini dell’ottenimento della autorizzazione all’esercizio dell’attività (SCIA antincendio):

Attività di categoria A:

Attività di categoria B e C:

Il protocollo della SCIA antincendio rappresenta il titolo autorizzativo all’esercizio della/e attività.

Solamente in categoria C è previsto il controllo obbligatorio da parte dei VVF, attestanti la conformità dell’opera segnalata (da SCIA VVF) alla sicurezza antincendio. Per le attività in categoria A e B il controllo dei VVF è previsto ad estrazione.

Progettazione antincendio in deroga

Nel caso in cui non fosse possibile ottemperare a tutti i punti di una regola tecnica di prevenzione incendi, è possibile presentare una istanza di valutazione del progetto antincendio in deroga, contestualmente alla richiesta di valutazione del progetto antincendio.

Saranno proposte delle “misure compensative” per garantire lo stesso livello di sicurezza antincendio che per diverse ragioni non può essere soddisfatto con il disposto normativo.

Il Comando Provinciale dei VVF, dopo aver valutato entro 30 giorni il progetto antincendio, trasmette la pratica alla Direzione Regionale che la valuta consultando il Comitato Tecnico Regionale, entro 60 giorni.

All’atto di istanza di valutazione del progetto, occorre aggiungere:

  • modello di istanza di deroga;
  • relazione tecnica antincendio integrativa;
  • elaborati grafici;
  • eventuale relazione tecnica con approccio ingegneristico;
  • eventuale sommario tecnico;
  • eventuale documento SGSA.

Redazione dei modelli ministeriali

I modelli ministeriali VVF rappresentano la documentazione certificativa a corredo della asseverazione antincendio. Tutta la documentazione deve essere firmata da un professionista antincendio che ha conseguito il titolo abilitativo all’esercizio della professione sostenendo un corso abilitante da 120 ore ed ottenendo un numero di iscrizione all’Albo dei Professionisti Antincendio di cui al D.Lgs.139/06.

A seconda della tipologia di lavorazione effettuata, saranno redatti i seguenti documenti:

sono i principali, poi gli altri modelli ministeriali VVF

Presentazione SCIA antincendio

La SCIA antincendio (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) rappresenta il titolo autorizzativo all’esercizio dell’attività.

Rappresenta l’atto finale del lavoro del professionista antincendio (controllo dei VVF escluso) a cui viene corredata la asseverazione firmata. Alla asseverazione viene allegata tutta la documentazione certificativa delle lavorazioni di adeguamento antincendio realizzate nella/e attività. Tali documentazioni attestano e certificano il rispetto dei prodotti da costruzione alle richieste del progetto antincendio ed al rispetto dei requisiti di resistenza e reazione al fuoco.

Di seguito la documentazione di cui alla SCIA VVF ed al fascicolo tecnico da presentare ai VVF:

  • modello SCIA VVF;
  • carta di identità del titolare dell’attività;
  • visura camerale della società;
  • attestazione del pagamento dei diritti VVF;
  • lettera di approvazione del progetto antincendio (per categoria B e C);
  • eventuale voltura (per cambio di titolare attività);
  • asseverazione antincendio;
  • allegati alla asseverazione (modelli ministeriali VVF).

Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio

Ogni 5 o 10 anni, a seconda della classificazione della attività esistente, occorre comunicare ai VVF, in merito al mantenimento delle condizioni di sicurezza antincendio delle attività sottoposte a controlli ed aventi CPI/SCIA VVF valido.

Saranno effettuate le seguenti procedure:

  • acquisizione di documentazione certificativa e di attestazione afferente la situazione amministrativa in essere;
  • sopralluoghi conoscitivi dello stato attuale dell’immobile;
  • eventuali controlli e collaudi tecnici ai presidi antincendio ed impianti esistenti;
  • redazione e firma della asseverazione tecnica per rinnovo;
  • presentazione al Comando VVF della attestazione di rinnovo periodico firmata dal titolare dell’attività

Si precisa che tutte le attività autorizzate devono essere rinnovate ogni 5 anni, a meno delle seguenti attività (con validità della SCIA/CPI 10 anni):

Attività n.6: Reti di trasporto e di distribuzione di gas infiammabili, compresi quelli di origine petrolifera o chimica, con esclusione delle reti di distribuzione e dei relativi impianti con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa

Attività n.7: Centrali di produzione di idrocarburi liquidi e gassosi e di stoccaggio sotterraneo di gas naturale, piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili, di perforazione e/o produzione di idrocarburi

Attività n.8: Oleodotti con diametro superiore a 100 mm

Attività n.64: Centri informatici di elaborazione e/o archiviazione dati con oltre 25 addetti

Attività n.71: Aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti

Attività n.72: Edifici sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre, nonché qualsiasi altra attività contenuta nel presente Allegato.

Attività n.77: Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendio superiore a 24 m

Approfondimenti antincendio

In riferimento alle 10 sezioni del DM 03/08/2015 (Codice) si riportano le informazioni principali per definire:

Richiesta di assistenza

 

Linee guida VVF per impianto fotovoltaico: Nota 1324 del 7 febbraio 2012 e Nota 6334 del 4 maggio 2012

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L’impianto fotovoltaico non rientra tra le 80 attività soggette ai controlli di prevenzione incendi di cui al DPR 151/2011, ma la sua presenza non può evidentemente essere ignorata dal punto di vista della progettazione antincendio. Per questo motivo sono state emanate delle Linee Guida VVF per l’impianto fotovoltaico in riferimento alla Nota 1324 del 7 febbraio 2012 e la Nota n. 6334 del 4 maggio 2012 e Note di chiarimento per la corretta progettazione.

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DM 18 ottobre 2019: Nuovo Codice di Prevenzione Incendi

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Con il DM 18 ottobre 2019 (entrata in vigore il 1 novembre 2019) sono state emanate le modifiche al Codice di Prevenzione Incendi DM 3 agosto 2015. Decade quindi il “doppio binario” per le attività non normate.

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Impianto sprinkler negli uffici: è sempre obbligatorio?

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Pubblichiamo di seguito il quesito posto da un utente: si parla di impianto sprinkler in attività ad uso uffici.

Impianto sprinkler antincendio

In vista dell’adeguamento antincendio, l’impianto sprinkler deve essere obbligatoriamente ripristinato?” 

Di seguito la risposta:

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Circolare n. 15406 del 15 ottobre 2019 Modifiche al codice di prevenzione incendi DM 3 agosto 2015

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La Circolare n. 15406 del 15 ottobre 2019 introduce i principali elementi di novità introdotti dal DM 12 aprile 2019 ovvero il nuovo codice di prevenzione incendi che reca modifiche al vecchio DM 3 agosto 2015.

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SCIA VVF: Quando è obbligatoria?

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La SCIA VVF rappresenta il titolo autorizzativo all’utilizzo di una delle 80 attività soggette ai controlli di prevenzione incendi sulla base dei criteri presenti al DM 7 agosto 2012. Per tutti gli edifici i cui requisiti e caratteristiche rientrano in una delle fattispecie elencate nell’Allegato I del DPR 151/2011 deve essere obbligatoriamente presentata la SCIA VVF (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comando Provinciale di competenza.

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Nel presente articolo si riportano i passi procedurali principali in merito alla SCIA VVF laddove obbligatoria.

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