Reazione al fuoco: Euro-classi e classificazione italiana

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Il quesito posto da un utente riguarda gli indici delle Euro-classi di reazione al fuoco in confronto alla classificazione italiana di reazione al fuoco.

Euro-classi e classificazione italiana

Di seguito la risposta:

 

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Materiali senza omologazione ministeriale: Procedure di classificazione dal DM 26 giugno 1984

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 Come fare quando si hanno materiali senza omologazione ministeriale? Di norma, tutti i prodotti da costruzione installati all’interno di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi devono essere certificati, dotati di marcatura CE o omologazione ministeriale. Ma in attività esistenti o per installazione di prodotti di limitata produzione, può capitare che tale documentazione certificativa non sia reperibile. In questo caso quindi, risulta impossibile individuare la classe di reazione al fuoco del materiale installato o che si vuole installare.

Il presente articolo spiega quali sono le procedure di classificazione dei materiali senza omologazione ministeriale, ovvero sulla base del DM 26 giugno 1984.

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Cosa è il rapporto di prova e classificazione: DM 16 febbraio 2007 e UNI EN 13501

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Tra i documenti allegati al modello ministeriale vvf dich. prod. o al modello ministeriale vvf cert. REI, il rapporto di prova ed il rapporto di classificazione ricoprono un triplice ruolo. Vengono utilizzati per l’approvazione del prodotto (o pacchetto di più prodotti) in fase di direzione lavori se risponde a determinate caratteristiche; viene impiegato per verificare la corretta messa in opera in fase di realizzazione ed installazione. Infine, il rapporto di prova e il rapporto di classificazione, vengono presi in riferimento nella redazione della documentazione certificativa vvf a corredo della SCIA che farà parte del fascicolo tecnico da conservare nell’attività per essere visionato dalle autorità competenti.

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Edifici di civile abitazione: nuova regola tecnica antincendio DM 25 gennaio 2019

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 Con l’emanazione della nuova regola tecnica antincendio sugli edifici di civile abitazione (il DM 25 gennaio 2019) è stata effettuata una integrazione ed un doveroso aggiornamento alla normativa antincendio vigente, ovvero il DM 16 maggio 1987 numero 246 recante “Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione“. Rientrano nel presente decreto e nel DM integrativo, tutti gli edifici di civile abitazione avente altezza antincendio superiore a 12 m. Gli edifici di civile abitazione con altezza antincendio superiore a 24 m sono classificabili al punto 77 dell’Allegato I di cui al DPR 151 del 2011.

Nel presente articolo saranno descritte le principali modifiche ed integrazioni alla normativa antincendio vigente.

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Quali sono le tempistiche per le pratiche antincendio?

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Quali sono le tempistiche per le pratiche antincendio? Quanto tempo passa per l’approvazione di un progetto antincendio? Dopo quanto tempo può aprire l’attività soggetta vvf? Questi dubbi vengono posti alla nostra attenzione di professionisti antincendio, quasi all’ordine del giorno.

Nel DPR 151 del 2011 sono state disciplinate, tra le altre cose, anche le tempistiche relative a tutti i processi che costituiscono l’iter procedurale ed amministrativo in merito alle pratiche antincendio di prevenzione incendi. Non è la prima volta che vengono definite le tempistiche relative alle procedure di prevenzione incendi, ma con l’emanazione dell’ultimo decreto, l’intero processo di prevenzione incendi viene snellito notevolmente.

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