Regola tecnica uffici fino a 500 persone: DM 22 febbraio 2006

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 Gli edifici ad uso uffici con 500 persone, sono classificati tra le 80 attività antincendio soggette ai controlli VVF elencate nell’Allegato I del DPR 151/2011. Per questa tipologia di attività (classificata al punto 71 del DPR 151/2011) è pertanto obbligatoria la presentazione della SCIA VVF (ex Certificato di Prevenzione Incendi) quale titolo autorizzativo all’esercizio dell’attività. Quali sono le indicazioni base per il progetto antincendio di uffici con 500 persone? Il riferimento da norma antincendio per uffici è il DM 22 febbraio 2006 nel quale gli uffici sono suddivisi per tipologie, in relazione al numero di presenze.

Progetto antincendio uffici con 500 persone

Si rimanda alla singola fattispecie di ogni edificio, l’analisi più approfondita e la progettazione antincendio vera e propria.

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Filtro a prova di fumo: Progettazione antincendio e definizioni antincendio

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La progettazione antincendio del filtro a prova di fumo occupa da sempre, uno degli aspetti più importanti nella progettazione antincendio. Ricopre infatti un ruolo fondamentale al raggiungimento dell’obiettivo primario della Prevenzione Incendi: “la salvaguardia della vita umana”. La definizione antincendio di filtro a prova di fumo attraversa ben 32 anni, a partire dal DM 30 novembre 1983 per arrivare ai giorni nostri con il DM 3 agosto 2015 ovvero Codice di prevenzione incendi.

filtro a prova di fumo

Il filtro a prova di fumo rappresenta il “luogo sicuro” (interno all’attività) per eccellenza; il luogo che progettato adeguatamente, non consente al fumo di accedere e che garantisce in ogni situazione, un adeguato livello di sicurezza antincendio.

Quali sono le definizioni antincendio principali? Quali sono le normative antincendio che lo regolamentano? Come si progetta? In quali casi?

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DM 30 novembre 1983: Definizioni antincendio

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Il DM 30 novembre 1983 è stato promulgato con l’obiettivo di fornire definizioni antincendio generali di prevenzione incendi ai fini di una uniforme applicazione delle normative antincendio.

Nell’elaborazione delle singole norme di prevenzione incendi, nel corso degli anni, sono state aggiunte altre definizioni antincendio al fine di precisare elementi o dati specifici di prevenzione incendi.

In particolare, alcune definizioni antincendio sono state aggiornate a seguito della emissione del DM 9 marzo 2007. Altre sono state aggiornate sulla base delle più recenti normative antincendio.

preventivo antincendio gratuito

Di seguito, si riportano le definizioni antincendio ritenute dallo scrivente più importanti o quantomeno più utilizzate nella progettazione antincendio:

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Corso antincendio da DM 10 marzo 1998: attività a rischio elevato

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I corsi antincendio aventi come argomento la formazione di addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze in caso di incendio, sono definiti in base ai criteri riportati nell’Allegato IX del DM 10 marzo 1998.

I contenuti minimi dei corsi, sono correlati alla tipologia delle attività ed al livello di rischio delle stesse.

Il grado di rischio di una attività, deriva dalla analisi del rischio effettuata dal datore di lavoro, per la singola fattispecie delle lavorazioni svolte all’interno e del personale addetto presente.

Quindi, solamente se la valutazione puntuale di tutte le criticità in essere alla/e attività, consente di classificare l’attività con rischio di incendio elevato, è possibile prendere come riferimento il punto 9.2 del DM 10 marzo 1998 ed in contenuti minimi dei corsi di formazione riportati al punto 9.5 (CORSO C).

Nel presente articolo, si definisce l’ attività a rischio di incendio elevato e si elencano i contenuti dei corsi di formazione.

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Corso antincendio da DM 10 marzo 1998: attività a rischio medio

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I corsi antincendio aventi come argomento la formazione di addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze in caso di incendio, sono definiti in base ai criteri riportati nell’Allegato IX del DM 10 marzo 1998.

I contenuti minimi dei corsi, sono correlati alla tipologia delle attività ed al livello di rischio delle stesse.

Il grado di rischio di una attività, deriva dalla analisi del rischio effettuata dal datore di lavoro, per la singola fattispecie delle lavorazioni svolte all’interno e del personale addetto presente.

Quindi, solamente se la valutazione puntuale di tutte le criticità in essere alla/e attività, consente di classificare l’attività con rischio di incendio medio, è possibile prendere come riferimento il punto 9.3 del DM 10 marzo 1998 ed in contenuti minimi dei corsi di formazione riportati al punto 9.5 (CORSO B).

Nel presente articolo, si definisce la attività a rischio di incendio medio e si elencano i contenuti dei corsi di formazione.

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